Sabato 21 Dicembre 2013

Percassi a bordo di Alitalia

È il settimo azionista

Alitalia

Una fetta di azionariato rilevante della nuova Alitalia parla bergamasco: dopo l’annuncio dei giorni scorsi, con la sottoscrizione da parte di Antonio Percassi, tramite la holding del gruppo Odissea di 15 milioni, l’aumento di capitale si è definitivamente concluso venerdì 20 dicembre portando a un notevole rimescolamento di carte rispetto alla precedente compagine societaria dei cosiddetti «cavalieri bianchi» arruolati da Silvio Berlusconi, che privatizzarono la società.

La nuova mappa degli azionisti si può ora delineare con precisione con Percassi, che risulta settimo gruppo, in ordine di investimento, rappresentando circa il 4% delle quote complessive (è anche una delle tre new entry insieme a Poste e Unicredit). Un peso notevole, se si considera che equivale all’incirca alla quota detenuta nell’azionariato uscente da un colosso come Fondiaria Sai e più del doppio di quanto aveva versato a suo tempo la Pirelli. Ma questo è il nuovo corso e le carte verranno ampiamente rimescolate se si pensa che la stessa Air France, che finora era di gran lunga l’azionista di maggioranza con il 25% delle quote, ora scenderà vorticosamente al 6% (non avendo sottoscritto l’aumento), sesto azionista appena sopra ad Odissea. Il nuovo azionista forte, è risaputo ormai da settimane, diventa così Intesa Sanpaolo, che dopo la sottoscrizione dell’ inoptato per 50 milioni, raggiungerà una quota attorno al 22% (prima dell’aumento era terzo con l’8,9%), seguito dalla novità più poderosa, Poste Italiane, che sale a bordo portando in dote ben 75 milioni e ottenendo una quota del 20%. Altro ingresso importante è stato quello di Unicredit, che garantendo 50 milioni per l’ inoptato e si colloca attorno al 16%. Resta praticamente invariato il peso di Atlantia (principale azionista la famiglia Benetton) che dall’8,9% scende all’8% (da terzo azionista a pari merito con Intesa, scende al quarto posto), mentre il gruppo dell’attuale presidente del Cda Roberto Colaninno si attesta al 7%. Dietro a questi colossi e ad Air France ,c’è appunto l’Odissea di Percassi,con il 4%, cui fanno seguito una galassia di altri investitori con piccole o piccolissime quote (che complessivamente vanno a completare l’azionariato con un complessivo 17%).

Con un simile scenario è nei fatti che la holding bergamasca sarà chiamata a giocare un ruolo di primo piano nell’economia delle future scelte strategiche della compagnia aerea. Anche per questo motivo è ipotizzabile che l’imprenditore di Clusone possa ambire a una poltrona nel prossimo consiglio di amministrazione (attualmente sono 19 i membri che siedono nel board). Proprio l’attuale Cda ha certificato ieri gli impegni di sottoscrizione e dei versamenti effettuati o da effettuare, confermando che l’aumento di capitale per massimi 300 milioni di euro, si è concluso con successo e annunciando la convocazione dell’assemblea ordinaria e straordinaria per il rinnovo del consiglio di amministrazione e per le modifiche statutarie ai fini dell’adeguamento della governance. La data non è ancora nota ma è già sicuro che non si andrà oltre la metà di gennaio: per allora dovrebbe anche essere più chiaro lo scenario di una possibile alleanza con la compagnia aerea di Abu Dhabi, Etihad.

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