Mercoledì 14 Maggio 2014

Segreteria Uil, Cicerone centra il tris

«Allarme cassa, posti di lavoro a rischio»

MarcoCicerone al congresso Uil
(Foto by Beppe Bedolis)

Marco Cicerone, è stato confermato segretario generale della Uil per il prossimo quadriennio. La rielezione di Cicerone, che comincia così il suo terzo mandato consecutivo, è avvenuta all’unanimità.

In segreteria provinciale lo affiancheranno Amerigo Cortinovis (anche lui riconfermato segretario organizzativo) e Lia Selogni, della Uil Pensionati. Angelo Nozza, segretario generale della Uilm orobica, ricoprirà il ruolo di tesoriere al posto di Gianluigi Cortinovis.

Il nuovo organismo di vertice della Uil di Bergamo sarà così costituito, in conformità alle più recenti direttive nazionali, da 3 componenti, rispetto ai 7 della segreteria uscente; i segretari delle diverse categorie siederanno invece nell’Esecutivo della Camera sindacale territoriale, organismo che opererà come organo collegiale a termini di statuto.

«Dobbiamo agire con impegno per impedire che, pure sul nostro territorio, le scelte economiche siano lasciate nelle mani del mercato. Servono politiche industriali capaci di garantire la crescita e, quindi, la ripresa dell’occupazione» ha rilevato il rieletto segretario. Poi è tornato a insistere sui temi cari alla Uil per il rilancio del Paese: lotta all’evasione fiscale, riduzione delle tasse, riforme, riduzione dei costi della politica. «Temi cui si sente parlare, ma senza segnali concreti di un’inversione di tendenza”. Per questo ha richiamato il sindacato “alla coscienza delle difficoltà e alla coerenza della responsabilità”. Quindi, anche per Bergamo, ha lanciato un grido d’allarme: “Oltre alle problematiche strutturali – ha detto – stanno venendo meno diversi strumenti di sostegno al reddito, in particolare per la cassa integrazione in deroga e quella straordinaria. Se non arriveranno in fretta i necessari rifinanziamenti, qualche migliaio di lavoratori in provincia rischia il licenziamento. E il pericolo di superare, nel 2014, l’8% come tasso di disoccupazione diventa, purtroppo, sempre più concreto».

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