Mercoledì 12 Marzo 2014

Ubi Banca, utile a 250.8 milioni

Il dividendo sarà di 6 centesimi

La sede di Ubi Banca di bergamo

Ubi Banca ha registrato un utile netto dell’esercizio 2013 di 250,8 milioni di euro da 82,7 milioni del 2012. Verrà proposto un dividendo di 0,06 euro per azione, in crescita rispetto a 0,05 euro dell’anno precedente.

Dal punto di vista patrimoniale, Ubi Banca è da tempo già in linea con i requisiti di Basilea 3: il Common Equity Tier 1 ratio stimato a regole Basilea 3 a regime risulta confermato sopra al 10%. La gestione operativa del gruppo per l’esercizio 2013 evidenzia un risultato di 1.295,5 milioni di euro, in crescita rispetto al 2012 (+2,85%) grazie ai risparmi di costi (124,9 milioni) che hanno più che compensato la contrazione dei proventi (-89 milioni).Questi ultimi hanno infatti totalizzato complessivamente 3.437,3 milioni rispetto ai 3.526,3 milioni del 2012, con un calo riconducibile al margine d’interesse e agli altri proventi di gestione, mentre registrano una crescita sia il risultato dell’attività finanziaria che le commissioni nette.

Più in dettaglio, il margine d’interesse, si è attestato a 1.750,8 milioni rispetto ai 1.863,6 milioni del 2012, le commissioni nette hanno segnato anno su anno una crescita dello 0,4% a 1.187,1 milioni rispetto ai precedenti 1.182,3. Il risultato dell’attività finanziaria è stato pari a 324,5 milioni (da 257,3).

Per il quinto anno consecutivo sono scesi gli oneri operativi, ridottisi nel 2013 di 124,9 milioni (-5,5%), grazie alla contrazione di tutte le voci di costo a partire dalle spese per il personale, pari a 1.301,7 milioni di euro, grazie alla progressiva riduzione dell’organico medio (-865 addetti). Il 6 marzo 2014 è stato poi siglato un accordo sindacale con il quale sono state accolte le domande di esodo eccedenti quelle previste nell’accordo del novembre 2012, integrato nel febbraio 2013: entro giugno, 183 dipendenti accederanno alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà di settore. Le rettifiche di valore nette sono scese a 180,2 milioni, (da 191,1 milioni) essenzialmente per il venir meno di alcune poste legate alla riorganizzazione del gruppo.

Per effetto del perdurare di una congiuntura difficile le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti sono salite invece salite a 943 milioni (da 847,2 milioni): svalutazioni su crediti deteriorati per 908,1 milioni (+25,5 milioni rispetto al 2012) e rettifiche di portafoglio sui bonis per 34,9 milioni (+70,3 milioni rispetto alle riprese nette registrate nel 2012 per 35,4 milioni). Quanto alla qualità del credito, lo stock di crediti deteriorati lordi (sofferenze, incagli, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) a dicembre 2013 è pari a 12,7 miliardi (12,4 miliardi a settembre 2013, 11 miliardi a dicembre 2012). Il 2013, per quanto ancora caratterizzato da uno scenario economico recessivo, ha comunque evidenziato una minor crescita degli stock di crediti deteriorati lordi, saliti di 1,7 miliardi rispetto ai 2,4 del 2012 (-28%).

Si sono inoltre ridotti i flussi da crediti in bonis a crediti deteriorati (-4,2% o -182 milioni) e sono cresciuti i ritorni da deteriorati a bonis (+22,7% o +220 milioni). Infine Ubi segnala di aver estinti anticipatamente 3 miliardi di obbligazioni con garanzia dello stato e ha in corso il rimborso delle preference shares ancora in essere.(ANSA).

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