A Bracca da Dentella
non solo buon formaggio

E’ stata una buona serata di enogastronomia, cordiale accoglienza e sincera amicizia quella organizzata dalla Associazione Produttori e Amici del Moscato di Scanzorosciate, in collaborazione con la Trattoria Dentella di Bracca. La Trattoria Dentella è attiva da circa un secolo nella parte antica del paese.

E’ stata una buona serata di enogastronomia, cordiale accoglienza e sincera amicizia quella organizzata dalla Associazione Produttori e Amici del Moscato di Scanzorosciate, in collaborazione con la Trattoria Dentella di Bracca. Premesso che la Trattoria Dentella – lo dico per i pochi che ancora non la conoscono – è attiva da circa un secolo nella parte antica del paese, vicina alla chiesa, fondata e gestita sempre dalla stessa famiglia, Dentella appunto, arrivata alla quarta e quinta generazione, con tre attivissime sorelle (Wilma, Pasquina e Renata) e un fratello, Maurizio, padrone assoluto della cucina: ai fratelli si aggiungono alcuni dei loro figli che già cominciano a inserirsi nell’attività, senza dimenticare il prezioso apporto di Giovanni Carobbio, marito di Pasquina, esperto in formaggi, salumi e vini, che qui offrono una scelta sempre di ottima qualità, ricercata accuratamente tra le produzioni migliori. La trattoria Dentella è nella guida nazionale delle Osterie di Slow Food ed è classificata come “locale del buon formaggio”.

Lo si è capito già dall’aperitivo, dove il Prosecco di Valdobbiadene prodotto dall’enologo Giuseppe Bassi, attivo anche in Bergamasca, è stato abbinato a tre formaggi selezionati: il caprino fresco prodotto da Mosca ad Albano S. Alessandro; il Formai de Mut firmato dall’Agricola Salvini e il superpremiato “Blu di bufala”, l’erborinato prodotto a Cologno al Serio dal Caseificio Quattro Portoni.

Non da meno gustosi gli antipasti: prosciutto crudo Ca’ del Botto di Ardesio, stagionato nel fieno; salame casareccio; crostino di polenta con lardo di Colonnata; sottoli di Cerignola. Molto tradizionali e sempre presenti qui con successo i primi piatti serbiti nella circostanza: casoncelli del Dentella al burro di malga e pancetta; lasagnette Mimosa (citazione particolare). Nella norma lo scamone di vitello con salsa allo speck e patate saltate al rosmarino con assaggio di polenta classica e taragna. Nota di merito invece per la crostata finale con crema soffice alla vaniglia e salsa di fragole.

Quanto ai vini va detto che una delle caratteristiche della associazione voluta dall’avvocato Paolo Bendinelli e presieduta da Frida Tironi (vice Renato Rovetta) è di degustare, nelle riunioni conviviali a cadenza mensile, solo vini dei produttori soci. A Bracca, oltre al Prosecco di Bassi, ecco nell’ordine abbinati e assaggiati: Lucelio Moscato Giallo 2013 azienda Eligio Magri di Torre de’ Roveri; Valcalepio Rosso Lyr 2010 dello stesso Eligio Magri; Merlot senza solfiti 2013 e Valcalepio Rosso Riserva Doglio 2007 dell’azienda la Brugherata di Scanzorosciate (con il direttore Frida Tironi è intervenuto il cantiniere Arben Nuhi); Rosso della Trefaldina 2012 della cantina La Corona di Scanzorosciate, per finire in gloria con i Moscati di Scanzo Docg della Brugherata e della Corona (presente il titolare Paolo Russo).

Nel corso della cena hanno preso la parola alcuni degli intervenuti per ricordare la figura dell’avvocato Paolo Bendinelli, uomo di grande cultura non solo giuridica, proprietario della Cantina La Brugherata, presidente del Consorzio Tutela Moscato di Scanzo dalla fondazione sino al 2010, da tutti considerato il papà di quel vino che sempre più sarà riconosciuto “grande”: il Moscato prodotto sulle colline di Scanzorosciate. Particolarmente commoventi le parole di due donne che sono state molto vicine all’avvocato: Frida Tironi direttore dell’azienda vinicola e Silvia Vitali braccio destro da tanti anni nello studio che l’avvocato Bendinelli aveva aperto in via Gugliemo d’Alzano.

Roberto Vitali

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