A EDIL 2026 NEXT i social raccontano l’edilizia che cambia
Dal 19 al 22 marzo alla Fiera di Bergamo content creator e community digitali protagonisti tra storie e reel su cantieri, impianti, progettazione e architettura: il racconto di una filiera che evolve tra innovazione, lavoro e nuove competenze
L’edilizia passa anche dai social. Non come moda del momento, ma come segnale di un settore che vuole raccontarsi meglio, aprirsi a linguaggi più contemporanei e mostrarsi per ciò che ormai è davvero: un comparto in cui convivono manualità, progettazione, innovazione, sicurezza, sostenibilità e nuove professionalità. È anche da qui che parte EDIL 2026 NEXT, la 30ª Rassegna delle Tecnologie per l’Edilizia 5.0 di scena dal 19 al 22 marzo alla Fiera di Bergamo.
Nel palinsesto della manifestazione organizzata da Promoberg entrano infatti content creator e community digitali che ogni giorno parlano di cantieri, impianti, progettazione, architettura e lavoro sul campo. Uno storytelling che non è un elemento decorativo, ma la parte di un racconto più ampio: quello di un’edilizia che vuole apparire per ciò che è diventata. In fiera arriveranno così anche volti già molto riconoscibili nel proprio ambito: da Bergamo Marco Ravasio di @donisetti.it, oltre 42 mila follower su Instagram, presente anche con un talk sabato 21 marzo insieme a EDIL MEME; da Milano Violetta Breda di @architempore, architetta, imprenditrice e content creator, attesa giovedì 19 marzo in un incontro dedicato a come il mondo dell’edilizia si presenta oggi sui social; con loro anche Vittorio Taranto di @elettroimpiantimilano e soprattutto @edil.meme, il profilo creato da Tanios Samaha e Umberto Caruso, che porterà in fiera il primo raduno della community.
Un settore che vuole parlare ai giovani
La scelta di coinvolgere i creator ha un obiettivo preciso: il costruire contemporaneo non può più permettersi di apparire come un mondo chiuso, distante o fermo a un’immagine «vecchia». Oggi l’edilizia cerca nuove energie, nuove competenze e nuovi sguardi: tecnici, operatori specializzati, progettisti, figure capaci di muoversi tra impiantistica, building automation, efficienza energetica, gestione dei dati, BIM e sicurezza evoluta.
Per attrarre questi profili la filiera deve anche imparare a raccontarsi meglio ed è qui che il linguaggio dei social si aggancia al cuore vero della manifestazione. Perché EDIL 2026 NEXT usa questa apertura per mostrare che il cantiere di oggi è molto più complesso, digitale e trasversale di come spesso viene immaginato.
I numeri di una fiera che cresce
La nuova vocazione social di EDIL si innesta su una manifestazione strutturata che conferma il proprio peso nel panorama del Nord Italia. L’edizione 2026 si sviluppa su oltre 9.000 metri quadrati tra padiglioni e aree esterne e ospita 150 espositori provenienti da 10 regioni italiane e da tre Paesi esteri – Svizzera, Austria e Belgio – con una presenza lombarda superiore al 75% e 65 aziende bergamasche.
L’impianto della fiera punta a tenere insieme imprese, professionisti, industria, energia, istituzioni, ricerca e formazione. «EDIL 2026 NEXT è la conferma della centralità di Bergamo nel panorama nazionale dell’edilizia: una città dove industria, innovazione e formazione si incontrano in un ecosistema unico», osserva Davide Lenarduzzi, amministratore delegato di Promoberg.
Alla base della manifestazione c’è un Comitato Strategico che riunisce oltre 30 realtà tra associazioni d’impresa, ordini professionali, università, ITS, enti formativi e rappresentanze istituzionali. Non soltanto una cabina di regia, ma un metodo di lavoro condiviso che prova a trasformare i bisogni reali del settore in contenuti, confronto e opportunità concrete.
Casa, Regione e visione di filiera
Oltre alla parte espositiva, EDIL 2026 NEXT propone un ricco programma di incontri, workshop, dimostrazioni e approfondimenti che affronta alcuni dei nodi più urgenti del comparto. Tra i temi più forti c’è l’emergenza abitativa. Il convegno inaugurale del 19 marzo affronterà il tema dal Piano Casa europeo e le strategie di Regione Lombardia, mettendo al centro housing sociale, rigenerazione urbana e alleanze pubblico-private per ampliare l’offerta di alloggi accessibili. Sempre Regione Lombardia sarà protagonista anche sul fronte del Protocollo per l’edilizia sostenibile, pronto a entrare nella fase operativa proprio in fiera: un passaggio che lega innovazione di processo, sicurezza, qualità progettuale, tracciabilità, economia circolare ed efficientamento energetico. Il messaggio è chiaro: la fiera non vuole limitarsi a mostrare prodotti e tecnologie, ma mettere in relazione politiche pubbliche, visione industriale e filiera produttiva.
Start-up, ricerca e cantiere digitale
Accanto a visioni e strategie di sistema, ci saranno anche start-up, ricerca applicata e centri di innovazione del territorio, chiamati a portare in fiera idee, soluzioni e progetti capaci di misurarsi con il mondo reale delle imprese e dei cantieri. Le start-up avranno uno spazio dedicato e un momento specifico nell’«Arena», con focus su digitalizzazione, sostenibilità, monitoraggio, innovazione di prodotto e di processo.
In parallelo si rafforza il legame con università e formazione tecnica superiore. L’Università degli Studi di Bergamo, attraverso il Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate, porterà in fiera lezioni e seminari, trasformando lo spazio espositivo in un’aula aperta su sostenibilità, sicurezza, digitalizzazione delle commesse e nuove tecnologie applicate al costruire. Accanto all’università ci saranno anche ITS e sistema formativo, in un dialogo sempre più stretto tra aula, impresa e cantiere.
Lavoro, competenze e attrattività
Il punto, però, resta sempre lo stesso: senza persone non c’è trasformazione possibile. Per questo EDIL 2026 NEXT insiste molto sul capitale umano, sull’attrattività del comparto e sul dialogo tra imprese, scuola, ITS, università e istituzioni.
Venerdì 20 marzo la Provincia di Bergamo dedicherà un’intera giornata al tema delle professioni, delle competenze e dell’occupazione nella filiera delle costruzioni e dell’impiantistica. Al mattino il convegno «Chi costruirà domani?» farà il punto su fabbisogni professionali, ricambio generazionale, mismatch tra domanda e offerta e nuove figure richieste dal mercato. Nel pomeriggio il Job Day tradurrà il confronto in incontri diretti tra aziende e candidati, con opportunità concrete per profili tecnici e operativi richiesti dalla filiera.
«Il nostro obiettivo è trasformare la fiera in un vero laboratorio del costruire contemporaneo, dove ricerca, imprese e capitale umano si incontrano» sottolinea Alberto Capitanio, project manager della manifestazione. In fondo è proprio questa la scommessa dell’edizione 2026: usare anche i social per raccontare che l’edilizia non è più solo fatica, polvere e stereotipi, ma anche competenze nuove, strumenti evoluti, visione industriale e possibilità professionali. In altre parole, un settore che vuole tornare attrattivo senza smettere di essere concreto.
Per informazioni, registrazione e biglietti si può consultare il sito ufficiale di EDIL 2026 NEXT.
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