Martedì 03 Dicembre 2013

Ecco le tasse mascherate

Abolita l’Imu, si paga l’Imu

Tasse, non si capisce più niente

Abolita l’Imu, si paga l’Imu. Non poteva che accadere questo nella pancia di un’Italia surreale e attonita che ormai fatica a credere di non essere su Scherzi a parte. Così, mentre i commercialisti prenotano quintali di tranquillanti in vista delle due settimane più lunghe dell’anno (il 16 si paga, ma non si sa ancora cosa e come), il governo cerca una via d’uscita tecnica al più grande pasticcio amministrativo dopo quello degli esodati.

Non ci sono le lacrime di Elsa Fornero, ma per il resto c’è la sensazione di psicodramma collettivo nel Palazzo che la dice lunga sulla coesione e sulla consistenza dell’esecutivo Letta. Il premier mostra a parole di avere le idee chiare, ma viene regolarmente piallato dai fatti, e i suoi richiami a fumosi progetti che si scontrano con grigie realtà finisce per dare un tono da operetta allo scenario pubblico, nel quale Berlusconi combatte - come spesso gli è accaduto - una partita tutta sua e Renzi fa il Giamburrasca dettando condizioni al Pd in vista delle primarie.

Della serie: in campagna elettorale ogni scherzo vale. Nel frattempo il cittadino attende come al solito cosa pagare. Dopo Invim, Ilor, Isi, Ici, Imu, Tarsu, Tari, Trise, Tasi, Tuc, con la Iuc siamo all’undicesima mutazione dell’imposta sulla casa e sui servizi ad essa collegati, che tornano con un impatto economico consistente per dare agli italiani l’illusione che l’Imu sia stata davvero tolta. Il gioco delle tre carte è completo. A Bruxelles ci saranno pure - come li ha definiti il premier Letta - gli ayatollah del rigore. Ma a Roma c’è il solito serraglio.

Giorgio Gandola

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