Martedì 18 Febbraio 2014

Ribollita toscana

Matteo Renzi
(Foto by Maurizio Degl' Innocenti)

Gianlorenzo Barollo

Nell’ultima puntata di Master Italia, Letta non ha superato il pressure test. Si è arenato su uno spaghetto allo scoglio che Squinzi e i suoi confindustriali hanno bollato come insapore: non si sente il Pil!

L’Italia ha bisogno di ben altra pastasciutta per rimettersi in piedi. E così piuttosto che arrivare alla resa del conto, la squadra del Pd con il beneplacito dello chef di Stato, Giorgio Napolitano, ha promosso un nuovo scalpitante capocuoco: Renzi.

Finora maitre della rottamazione culinaria, Renzi ha brigato non poco per mettersi alla guida dei fornelli: pensiamo alla dirompente ricetta del polpettone elettorale condivisa con l’istrionico Berlusconi oppure ai suoi brucianti giudizi prezzemolati via twitter.

Ora il giovane cuciniere si tuffa direttamente nella competizione saltando le complicanze di un passaggio elettorale. Potrà un uomo solo al comando sfornare pietanze risolutive dell’atavica fame italica aggravata da crisi e debiti che svuotano le dispense?

Ci metterà del pesto a 5 Stelle? Qualche fetta di Lega? O un’altra grattuggiata di centrodestra? Gli ingredienti sono lì da vedere, ricordano la mitica pappa col pomodoro del Giornalino di Gian Burrasca. Personaggio che a Renzi somiglia non poco. Stiamo a vedere se dagli avanzi di una legislatura già provata servirà una sapida ribollita toscana oppure la solita sciapa minestra. In caso di flop, alternative al voto? Si dice che Napolitano potrebbe ricorrere a una certa Rachida.

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