Giovedì 15 Aprile 2010

Radovanovic: «Fiorentina
da rispettare ma da battere»

«Amo l'Atalanta, ho ancora due anni di contratto, ma a Bergamo sto benissimo e ci rimarrei volentieri a lungo». Parole d'amore per la maglia indossata, di stima per una società che l'ha portato in Italia. La voce è quella di Ivan Radovanovic, uno che in questa stagione ha totalizzato solo nove presenze e che ben sa cosa significa la panchina e quale sia il suo ruolo in questa squadra.

«Il calcio italiano - afferma il gigante serbo - è molto difficile, data la presenza di giocatori forti. È il mio campionato ideale, mi trovo benissimo e spero di giocarci per tutta la carriera. In questa stagione sono sceso poco in campo, ma ora voglio finire bene, sperando nella salvezza della squadra».

A cinque partite dal termine i tifosi continuano a crederci e così anche la squadra, come conferma il numero 21 atalantino. «L'ambiente è tranquillo. Stiamo lavorando bene giorno per giorno per prepararci alle ultime sfide decisive. Contro la Fiorentina la posta in gioco sarà altissima, ma non sarà un incontro decisivo. L'unico modo per guadagnarci la salvezza è provare a vincere sempre, domenica dopo domenica, senza guardare in faccia a nessuno: in questo modo la permanenza in serie A sarebbe assicurata».

Contro la squadra di Prandelli il serbo, classe 1988, resta in preallarme per un posto in difesa. Schierato come terzino sinistro contro la Roma, al posto dell'infortunato Manfredini, Radovanovic commenta così la propria prestazione. «Viste tutte le assenze ho giocato in quella posizione. Sono entrato a freddo, senza mai aver giocato in quel ruolo. Mi sono trovato bene: un professionista deve essere sempre pronto, in qualunque momento e in qualsiasi ruolo il mister decida di schierarlo».

L'ultima frase di Radovanovic è un incoraggiamento ai suoi e anche ai tifosi. «Sappiamo quanto i tifosi sono importanti per noi. Fuori casa è difficile senza di loro e quando giochiamo al Comunale riusciamo sempre a fare meglio grazie al loro calore. Ora ci aspetta una “guerra”: rispettiamo la Fiorentina, ma dobbiamo vincere».
 Simone Masper

m.sanfilippo

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