Venerdì 18 Febbraio 2011

«A Reggio ci attendono al varco»
Colantuono conferma Doni

Un altro difficile esame attende l'Atalanta di Colantuono. Dopo la sfida con il Siena, la trasferta di Reggio Calabria: il mister romano si è presentato sereno e carico in sala stampa e ha parlato così del delicato confronto in programma al Granillo sabato 19 febbraio alle 15.

«Ce la vedremo contro un avversario difficile. Sta disputando un buon campionato, con un mix di giovani ed esperti. La Reggina attende la visita della capolista Atalanta: troveremo un ambiente caldo, uno stadio pieno nel quale torneranno tanti tifosi proprio per la sfida contro di noi».

Per quanto riguarda la formazione, l'Atalanta schiererà Doni dal primo minuto, dopo la brillante prova del capitano nerazzurro contro il Siena nel suo vecchio ruolo di esterno sinistro. «Padoin non è ancora pronto per la gara: ha caricato tanto per recuperare e in settimana ha fatto un po' di scarico».

«Basha ha recuperato parzialmente, così come Peluso, che è convocato ed andrà in panchina. Dobbiamo stare attenti perché in futuro abbiamo incontri ravvicinati: non ce la sentiamo di correre rischi inutili. Sicuramente torna Bellini. Se non ci sono problemi, Doni sarà ancora titolare sulla sinistra».

Tornando al match pareggiato contro la squadra di Conte, Colantuono ha ricordato che anche in altre circostanze la sua squadra ha giocato con lo stessa intensità. «La squadra sta bene. La partita con il Siena è stata messa in risalto per tanti motivi, ma nel corso della stagione abbiamo fatto altre partite in quel modo, come con il Varese, anche se non siamo stati pericolosi a causa della loro forza difensiva, e con la stessa Reggina all'andata».

«Dobbiamo mantenere questa continuità, centrando un buon numero di vittorie: dobbiamo proseguire su questo standard fino alla fine. Dobbiamo mantenere questi equilibri, scegliendo bene i tanti giocatori a disposizione ed evitando di correre rischi inutili».

La più bella Atalanta della stagione però non è piaciuta a tutti, e Colantuono ha mostrato la sue perplessità. «C'è anche chi (un sito di un quotidiano nazionale, ndr) ha parlato male dell'Atalanta vista all'opera con il Siena, descritta come inferiore tatticamente rispetto ai bianconeri. Ognuno può vedere la partita a suo modo, ma se si dice una cosa del genere significa che qualcuno è prevenuto nei nostri confronti. Non dobbiamo sentirci appagati di nulla dopo il match con il Siena, dato che tutte le partite non saranno così».

L'utilizzo di Ferri, il recupero di Raimondi, il duttile Ceravolo: tre esempi di un gruppo numeroso in grado di farsi trovare sempre pronto al momento giusto. Colantuono ha spiegato alla stampa i segreti di questa gruppo e la difficoltà nel gestire al meglio una rosa così numerosa. Marilungo contro il Siena non è stato felice di abbandonare il campo a un quarto d'ora dalla fine.

«Guido è un ragazzo straordinario e lo capisco, ci può stare in un contesto nuovo. Voleva essere d'aiuto alla squadra: giustamente chi esce è arrabbiato, ma non dovrebbe mai dare segni di dissenso. La forza della squadra è quella che permette a giocatori di stare fuori a lungo e poi rientrare e giocare bene: il gruppo non va scalfito con atteggiamenti poco idonei. Dovrò lasciare in tribuna 10 giocatori: ci vuole equilibrio, consapevolezza, disciplina».

«Il presidente ha dettato di persona i dogmi della squadra e noi che siamo dipendenti dobbiamo rispettarli. I giocatori sanno come la penso. Per esempio Doni è stato addirittura in panchina o ha giocato 5 minuti nel finale. Dobbiamo essere tutti uniti e il gruppo non deve essere scalfito da nulla, perché il lavoro di mesi può rompersi in un attimo, come succede a squadre di serie A. Bonaventura è stato fondamentale, ma non è abituato a giocare con continuità ed è giovane: ci può stare una leggera flessione».

Le parole di stima del presidente Percassi per il suo allenatore hanno fatto nascere un simpatico siparietto a distanza. Percassi ha chiesto al suo mister di regalare qualche vittoria meno tirata e l'allenatore atalantino ha ricordato con simpatia l'episodio di Piacenza, indelebile nella mente di Colantuono.

«Il rammarico è anche il mio - conclude ironizzando Colantuono -. In serie B non è così semplice vincere 3-0. So che il presidente soffre molto a vedere la partita e il 3-0 lo renderebbe sereno. Ma non potrebbe stare tranquillo nemmeno su quel risultato, perché a Piacenza la partita sembrava già vinta».

Simone Masper

m.sanfilippo

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