Colantuono tuona sul derby:
«La parola regalo è un insulto»

Colantuono garantisce che il derby di lunedì sarà «una partita vera». E sul prossimo obiettivo dell'Atalanta assicura: «Non abbiamo l'ossessione del primo posto, ma è alla nosta portata. Vogliamo prenderci questa soddisfazione».

Colantuono tuona sul derby: «La parola regalo è un insulto»

«Non abbiamo l'ossessione del primo posto, ma è alla nosta portata. Abbiamo già fatto gli stessi punti del Siena e ora vogliamo prenderci questa soddisfazione da regalare ai tifosi». Così Stefano Colantuono ha parlato del prossimo obiettivo dell'Atalanta, nella conferenza stampa di domenica 15 maggio w prima del derby di lunedì con l'AlbinoLeffe.

Il derby sarà l'occasione per fare un po' di turn-over: «Darò spazio ai giocatori che hanno fatto bene, ma hanno avuto hanno avuto meno possibilità». Sicuramente lunedì sera non giocheranno Tiribocchi, Bellini, Manfredini e Doni. Fermi anche Barreto e Carmona, che dovranno impegnarsi presto con la loro nazionale.

Mister Colantuono assicura che sarà una partita vera: «Rispettiamo il campionato e l'AlbinoLeffe - ha detto con fermezza -. La parola regalo è un insulto: sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti di Mondonico e della nostra stessa professionalità».

Nessun commento sul futuro: «Già da tre mesi buoni si sta parlando della prossima stagione - esclama -. Adesso, che potrebbe quasi essere il momento giusto per farlo, voglio stare zitto». Mister Colantuono pare molto seccato: «Non risponderò a niente - continua -, mi sembra una mancanza di rispetto».

Lunedì sera i nerazzurri potrebbero volare in testa alla classifica, ma Colantuono si mantiene prudente: «Noi e il Siena abbiamo fatto una corsa tremenda per chiudere il campionato un mese prima. Oltra alle motivazioni, vedremo chi avrà più energia nervosa».

Potrebbero bastare 81 punti per finire in vetta. In caso di parità, «che nulla toglierebbe al nostro grande campionato», come dice il mister, arriverebbe primo il Siena, grazie al miglior risultato negli scontri diretti. Forse erano meglio i vecchi tempi, dove si decretava il vincitore con uno spareggio.

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