Lunedì 24 Ottobre 2011

Cos'è successo alla moto di Simoncelli?
L'esperto: no giudizi, serve telemetria

«Servirebbe la telemetria della moto di Marco per capire cosa è realmente successo. Ma è sul sistema elettronico di controllo della trazione che bisogna concentrarsi». Lo sostiene Gigi Dall'Igna, direttore tecnico e sportivo di Aprilia Racing. Come tutti i protagonisti del Motogp, ieri ha pianto la morte di Simoncelli, con un sovrappiù di dolore derivante dagli anni passati insieme al pilota romagnolo.

Nel tragico incidente che ha visto la morte di Marco Simoncelli, da più parti si è parlato di controllo della trazione come possibile causa del rientro in pista della Honda del pilota italiano. «Il sistema elettronico di controllo della trazione - spiega l'ingegner Dall'Igna - è abbastanza complesso e ogni costruttore utilizza un suo specifico modo per applicarlo alle proprie moto».

Dall'Igna, che ha avuto tra i suoi piloti Marco Simoncelli, quando correva per la Gilera e con il quale ha anche vinto il mondiale nel 2008, non nasconde la sua emozione nel suo tono di voce. «Si tratta di un insieme di sensori - spiega Dall'Igna - che leggono il comportamento delle ruote anteriori e posteriori, collegati ad una centralina elettronica che interpreta i segnali in base ad alcune leggi che si possono impostare. Se la ruota posteriore, quella che nelle moto dà la trazione, scivola, la centralina interviene sul motore per permettere alla ruota di riallineare la sua velocità con quella dell'asfalto, mantendo di fatto la trazione e dunque la stabilità».

Il controllo della trazione è utilizzato anche in campo automobilistico, ma ci sono delle differenze. «In primo luogo - dice Dall'Igna - sulle auto si agisce su tutte e quattro le ruote, sulle moto, almeno nei sistemi che usiamo oggi in Superbike sulle nostre RSV4 (una di queste è quella utilizzata da Max Biaggi, ndr), agiamo solo sulla ruota posteriore. In secondo luogo le auto, oltre che sul motore, agiscono anche sui freni, mentre i nostri sistemi non lo fanno. Non posso escludere comunque che qualcuno dei nostri concorrenti abbia sviluppato qualcosa di simile».

La tesi, dunque, che il controllo della trazione della Honda di Marco Simoncelli sia rimasto attivo è plausibile. Lo sfortunato pilota di Coriano, infatti, avrebbe tentato di tenere la moto alzata per non finire fuori pista, cosa che avrebbe indotto il sistema ad aggiustare la velocità della ruota di trazione, ovvero quella posteriore, con l'asfalto, facendo prendere dunque quella strana traiettoria che ha di fatto tagliato la strada a Colin Edwards e a Valentino Rossi che non hanno potuto evitare l'impatto con Simoncelli.

a.ceresoli

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