Venerdì 10 Febbraio 2012

Atalanta, il momento di Brighi:
domenica titolare contro il Lecce

Pillole sparse degli ultimi giorni. «Brighi? Lo stiamo aspettando». Nelle parole di Marino e Colantuono c'è fiducia e speranza e tanto basta per capire come l'Atalanta consideri Matteo Brighi come un rinforzo importante di gennaio. Undici anni filati di serie A, la gran parte vissuti da protagonista, non sono una casualità, ma adesso deve far vedere chi è il vero Brighi anche a Bergamo. E ora ne avrà anche la possibilità. È successo tutto negli ultimi dieci giorni: prima la partenza di Padoin, adesso la squalifica di Cigarini. Nel frattempo i problemi fisici che sembrano solo un ricordo e la prospettiva di un girone di ritorno finalmente sul campo. Bergamo finora non l'ha mai visto e ora lo attende a braccia aperte. Domenica con il Lecce Brighi avrà la sua grande occasione.

L'operazione rilancio
A gennaio lo voleva il Cesena, ma l'Atalanta, al di là dei discorsi regolamentari che ne avrebbero impedito il trasferimento (non si può giocare in tre squadre diverse in una stagione e ad agosto ha una presenza con la Roma in Europa League), non era intenzionata a cederlo. E nei giorni scorsi sono arrivate nuove iniezioni di fiducia. Colantuono prima della gara con il Genoa di lui ha detto che «è un giocatore molto valido e mi auguro si possa rivalutare nel girone di ritorno», e ha aggiunto che «adesso è importante che abbia superato i problemi fisici che lo hanno perseguitato finora». L'operazione rilancio passa anche dalle parole del dt Marino. Roba sempre di una settimana fa: «Brighi l'abbiamo preso come un valore aggiunto, un giocatore importantissimo. Ha avuto dei problemi fisici, ma da 2-3 settimane si allena con la squadra e siamo convinti che possa essere molto utile».

Un girone tormentato
Il discorso è chiaro: se sta bene, Brighi può essere importante. Il problema finora è stato proprio stare bene. Ma dalla sosta in poi il centrocampista ha dato segnali confortanti. Per tutto il girone d'andata invece ha avuto continui problemi, soprattutto di natura muscolare. Ufficialmente si è parlato di fastidio agli adduttori, ma lo spettro della pubalgia era evidente. Ogni volta che Brighi sembrava pronto al rientro, puntualmente arrivava un nuovo stop. E i fastidi non gli permettevano di allenarsi al cento per cento. Fino alla sosta invernale era stato indisponibile in nove partite su sedici, giocandone soltanto cinque. E di queste soltanto tre dal primo minuto: con Lecce, Novara e Roma. Poi a Parma, il 23 ottobre, una decina di minuti nel finale per la sua ultima apparizione del 2011. Da allora un'attesa di tre mesi fino al ritorno prima tra i convocati (in casa con la Juventus), quindi in panchina (a Cesena) e infine in campo per tutto il secondo tempo di Palermo.

300 candeline per i 31 anni
Domenica con il Lecce ritroverà una maglia da titolare che gli mancava dal primo ottobre. Avrà Carmona al suo fianco e sarà la prima volta insieme: all'inizio erano chiusi da Cigarini e Padoin, ma domenica avranno la possibilità di giocare una delle gare più importanti di questa stagione. E per Brighi è come se si trattasse di un nuovo inizio. Se lo augura l'Atalanta e se lo augura per primo lui stesso. Tra l'altro nel suo contratto c'è una parte variabile consistente (circa il 30-35%) legata al numero di presenze, dunque ha tutto l'interesse a disputare un girone di ritorno da protagonista.
E a proposito di presenze: è arrivato a 297 partite in serie A. Il 14 febbraio, alla vigilia del recupero con il Genoa, compirà 31 anni e cinque giorni dopo ci sarà Novara-Atalanta. Tre partite e arriverà a 300. Può essere l'obiettivo per il compleanno. E visti gli ultimi 4 mesi, miglior regalo non potrebbe farsi.

r.clemente

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