Giovedì 16 Febbraio 2012

Pierpaolo Marino: «Il futuro?
Per me è qui, con l'Atalanta»

Pier Paolo Marino lascerà l' Atalanta al termine della stagione sportiva? È la domanda che ha tenuto banco tra gli sportivi che hanno assistito ad Atalanta-Genoa, dopo le indiscrezioni su un suo trasferimento all'Inter o alla Fiorentina. Lui smentisce, categoricamente

Blindato, a fine partita, da Matteo De Sanctis, nel corso della diretta TuttoAtalanta su Bergamo Tv, il direttore dell'area tecnica nerazzurra è stato categorico.

«Posso, sinceramente, smentire qualsiasi voce sul mio futuro che non sia legata alla permanenza all' Atalanta. Ho un contratto che parla di un altro anno per cui non esiste il minimo dubbio sull'argomento».

Incalzato da giornalisti e opinionisti in studio, Marino è stato sempre più convincente. «Per me l'Atalanta è come un Barcellona o un Real Madrid. Tra l'altro io mi affeziono alle piazze dove svolgo una professione iniziata qualcosa come trentacinque anni or sono. A Bergamo mi hanno accolto con grande affetto e considerazione: perché mai, allora, non dovrei rimanere?».

Un attimo di pausa e Marino ha aggiunto: «Per me Antonio Percassi vale quanto un Moratti o un presidente di quel calibro. Con Percassi e il suo staff dirigenziale ho sposato senza mezzi termini un ambizioso progetto che intendiamo portare avanti nel miglior modo possibile nel tempo».

Pierpaolo Marino, a questo punto, ha smentito qualsiasi tipo di contatto con altri club. «Mi è facile sostenere che nessuno mi ha telefonato anche soltanto per chiedermi la posizione contrattuale intrattenuta con l'Atalanta. Se ciò fosse, ipoteticamente, accaduto avrei subito spostato il discorso su altro. Ci mancherebbe proprio».

Infine si è dichiarato assai soddisfatto per lo striscione, a suo favore, collocato sugli spalti dello stadio Azzurri d'Italia. «Una ragione in più per non prendere in considerazione l'idea di non restare qui: mi ritengo, da sempre, un romantico e non potrei così tutto d'un colpo dimenticare quanto questa tifoseria mi sappia apprezzare».

Arturo Zambaldo

r.clemente

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