Venerdì 24 Febbraio 2012

L'incredibile collezione di Rota:
1.600 magliette di calciatori

Le maglie, le foto e il Club Amici dell'Atalanta, ma nulla sarebbe possibile senza la famiglia. Questo è Beppe Rota, uno di quelli che ha fatto della sua passione un lavoro. Chi lo conosce lo definisce un eterno ragazzo dal cuore d'oro, una persona genuina alla quale è praticamente impossibile non voler bene.

Al suo paese, Sovere, il suo studio - che proprio quest'anno festeggia il ventennale d'attività nel campo della fotografia e degli audiovisivi - è un qualcosa che più che provare a descrivere andrebbe semplicemente visitato poichè è il contenitore di una vita intera: alle pareti la fanno da padrone le foto con i vip alternate a vere «chicche» come un vecchio juke box.

Basta però solo qualche passo ed aprire un'altra porta per trovarsi immersi nelle oltre 1.600 maglie del suo «impero»: alcune appese alle pareti, altre incorniciate, altre tenute su appendini stracolmi. Da Zidane a Cannavaro, da Ronaldo a Balotelli, Totti, Cassano, Pato e Maldini, ma i veri sportivi, dando un semplice sguardo, possono riscoprire nomi meno noti o altri dimenticati.

In tutto questo «mondo parallelo» in cui si intrecciano mille storie il re è lui: capello lungo, un pizzetto che denota l'innata vena artistica ed un abbigliamento rigorosamente personalizzato, improntato su «Dillo a Beppe», la trasmissione che conduce da sei anni su TeleBoario. Ma l'emblema dell'originalità è la sua macchina: un'utilitaria personalizzata, inconfondibile.

«Le mie compagne di vita? La telecamera e mamma Francesca che è diventata la mia ombra - scherza Beppe - anche se papà Enzo non è da meno perchè senza il suo supporto tutto questo non sarebbe possibile. Sono due persone eccezionali alle quali posso solo rivolgere un grande ringraziamento per aver proseguito quel solco tracciato da nonna Nina». Perché, va sottolineato, la scintilla è stata fatta scoccare proprio da lei che, fin dall'adolescenza, lo «scortava» agli allenamenti o nelle sedi dei ritiri delle squadre («epici gli inseguimenti a Sonetti o a Larsson»).

«Con il tempo - dice - ho abbracciato, oltre al mondo dello sport, anche quello dello spettacolo. Nelle oltre 5.000 foto purtroppo però manca ancora Vasco Rossi». Il Club è per Caniggia Se il Blasco resta ancora un cruccio, quanto a «miti» Claudio Paul Caniggia non ha eguali: «L'ho conosciuto nell'89 nel ritiro dell'Atalanta a Roncegno - spiega - ed è uno di quei giocatori che ti lasciano qualcosa. Per me l'immagine della storia nerazzurra è racchiusa tutta in quella bellissima foto che ritrae il "figlio del vento" con Stromberg ed Evair».

Ed è proprio al campione argentino che Beppe ha voluto dedicare il Club Amici di Pianico del quale è presidente: «Il 16 luglio del 2008, giorno dell'inaugurazione - rivela - Claudio è arrivato in sidecar con Eligio Nicolini: una serata indimenticabile nella quale siamo stati più forti anche del diluvio. Sono un grandissimo tifoso dell'Atalanta, oggi posso dire di avere praticamente tutte le maglie dei giocatori nerazzurri degli ultimi 17 anni, compresa quella con cui Pippo Inzaghi vinse la classifica marcatori nel 1996/'97».

Il «bailamme» peraltro era nato a Serina, solo un paio d'anni prima, con la maglia dell'allora difensore del Piacenza Stefano Maccoppi: da quel momento si è innescato un vero e proprio meccanismo, una rete di contatti che si è moltiplicata e che ha coinvolto dai giocatori ai presidenti fino alla gente comune. Ma Rota è stato protagonista anche di numerosi episodi significativi: «Come quella sera in cui - sorride - ho raggiunto Massimo Mutarelli a Venezia ed euforico per aver ricevuto quattro maglie del Palermo ho perso l'ultimo vaporetto. Insieme a mia mamma sono arrivato a casa il giorno successivo. Oppure quando, a Brescia, dopo aver ricevuto da Obodo la sua maglia della Fiorentina sono stato coinvolto in un tamponamento. Mi aveva colpito invece quella di Giovanni La Camera: un cognome che, per uno come me, non è banale. Così l'amico che l'aveva nell'armadio di casa me l'ha regalata a Capodanno».

Ma la collezione, in cui un posto speciale l'hanno e l'avranno sempre quelle di Federico Pisani e di Vittorio Mero, è in evoluzione costante: «Le ultime arrivate - sottolinea - sono quelle di Oddo, Lucchini e soprattutto Giovinco grazie a una promessa mantenuta dal patron del Parma Tommaso Ghirardi: l'ho incrociato in tribuna a Verona e qualche giorno fa ho aperto la cassetta della posta e ho trovato la graditissima sorpresa». Ma non sono sempre «rose e fiori»: «Ci sono alcuni che non si comportano nel migliore dei modi - dice - e allora, anche quando arriva la maglia, la metto nell'ultimo cassetto perché il gesto dev'essere spontaneo e non un obbligo». Beppe, l'uomo instancabile dai mille volti, giusto per non smentirsi sta preparando l'uscita di un libro ispirato alla sua trasmissione: la prefazione è di Bruno Pizzul. E non è finita perché il prossimo venerdì pomeriggio «La Vita in Diretta» su Raidue gli dedicherà un servizio.

Federico Errante

m.sanfilippo

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