Venerdì 16 Marzo 2012

«Una nuova riforma del Coni»
Bettoni lancia le proprie proposte

«Dalla protesta alla proposta per una nuova riforma del Coni»: è lo slogan che il presidente del Coni bergamasco, Valerio Bettoni, ha scelto per continuare nella sua azione «di sensibilizzazione per difendere i Comitati provinciali del Coni come organizzazione fondamentale per una concezione dello sport che sviluppi la sua funzione sociale ed educativa, quanto mai necessaria in un tempo di difficoltà, di lacerazioni e di inquietudine per il futuro».

«Sono oltre 60 su 98, ad oggi - spiega Bettoni -, i Comitati Provinciali che hanno condiviso questa concezione e questo posizionamento di visione a favore dello sport praticato sul territorio. I Consigli Regionali della Lombardia e della Liguria hanno approvato ordini del giorno all'unanimità di sostegno a questa posizione. Ora dobbiamo proseguire coinvolgendo il Governo e il Parlamento e soprattutto chiamando ad un impegno diretto le Federazioni Provinciali, l'associazionismo sportivo e il mondo del volontariato».

«I Presidenti della stragrande maggioranza dei Comitati Provinciali del Coni, che hanno assunto iniziative di critica sull'annunciata autoriforma del Coni - prosegue Bettni - , sollecitano il Ministro dello Sport e il Governo a non dare seguito al progetto che azzera i Comitati territoriali. Abbiamo invitato, pertanto, il Parlamento e le Istituzioni ad un intervento di proposta che corregga una visione centralista che priva la base del diritto di eleggere in piena autonomia i propri rappresentanti istituzionali e, nel contempo, mette in crisi l'organizzazione e la promozione sportiva sul territorio e l'attività delle Federazioni e delle Associazioni, disperdendo le importanti energie del volontariato che animano dal basso la pratica sportiva».

«Interpretando proprio le aspettative di quanti operano sul territorio in forma volontaria e gratuita che consentono di ribadire il principio fondamentale dell'autonomia sportiva - sottolinea Bettoni - , si richiede la conferma del ruolo e delle funzioni insostituibili dei Comitati Provinciali Coni e delle Federazioni che sono sul territorio il presidio di riferimento per tutto il movimento sportivo: la capillarità delle sedi e la diffusa esperienza dei servizi e delle persone Coni devono trovare riconoscimento strutturale e il più adeguato sostegno».

«Il fondamentale valore sociale ed educativo dello sport - dice Bettoni - si attua nell'essere servizio al territorio e alla pratica sportiva laddove essa si manifesta. Se c'è lo sport nella scuola lo si deve ai Comitati Provinciali Coni che, in particolare per le scuole primarie (alfabetizzazione motoria, Gioco Sport) e per le secondarie (Giochi della Gioventù) sono gli interlocutori più diretti e continui con tutti i Comuni e tutte le direzioni scolastiche, colmando un vuoto istituzionale.

«Nella centralità organizzativa dei Comitati Provinciali come struttura di base dell'attività istituzionale di promozione dello sport - sostiene Bettoni, va ripensata la distribuzione dei finanziamenti pubblici che sostengono lo sport, valorizzando la partecipazione democratica dal basso, rimuovendo incongruenze ed incompatibilità, rimodulando regole elettive e costi standard, definendo ruoli e funzioni degli organismi centrali, al servizio della competizione olimpica, e di quelli che operano sul territorio al servizio del dilettantismo, della pratica diffusa, della partecipazione sportiva nell'associazionismo».

«La necessaria economicità di gestione delle risorse pubbliche, con contenimenti di costo - conclude Bettoni -, può essere più efficacemente ricercata valorizzando le strutture di base dell'organizzazione Coni perché più capaci di reperire contributi privati aggiuntivi sul territorio e per il territorio e perché più efficienti nel controllare la spesa. Si tratta ora di continuare ed ampliare questo confronto con il Parlamento, le Istituzioni Regionali e locali, l'opinione pubblica affinché la correzione della riforma Coni sia il primo passo per un riconoscimento dello sport più vicino a chi lo pratica e alle organizzazioni del territorio che lo sostengono in spirito di autonomia e sussidiarietà».

a.ceresoli

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