Giovedì 22 Marzo 2012

Raimondi carica l'Atalanta:
«Più forti di tutti questi infortuni»

Cristian Raimondi, il guerriero pronto ad un finale di campionato degno di questo nome. Il difensore atalantino è rimasto anche lui con l'amaro in bocca dopo il pareggio ottenuto contro l'Inter, ma in casa Atalanta è tempo di guardare alla prossima sfida con il Bologna, in programma domenica 25 marzo alle 12.30.

«Un po' di rammarico c'è - ha spiegato -: nonostante una bella partita potevamo colpirli, rigore a parte, e un colpaccio sarebbe stato fattibile. San Siro l'avevo vissuto sugli spalti ed una volta era bello con i tifosi al 1° anello. Uscire imbattuti da quello stadio è un'emozione forte. Se la difesa non prende gol il merito è anche di altri reparti e va condiviso con tutta la squadra». Come contro il Parma, anche contro i rossoblù sarà un match decisivo per chiudere il discorso salvezza: a 37 punti servirà solo la matematica per sentirsi in A anche nella prossima stagione, calcioscommesse permettendo.

«È una partita fondamentale. Anche questa volta dimostreremo di essere un gruppo e chi giocherà darà il massimo. Li ho visti contro la Lazio, stanno bene e si muovono bene. In attacco hanno qualità, da Dio Vaio a Diamanti a Ramirez: noi siamo l'Atalanta e giochiamo in casa. Prima chiuderemo il discorso e meglio sarà, visti anche gli infortuni. Ci siamo guadagnati un buon margine e adesso dobbiamo chiudere il discorso salvezza il prima possibile. All'andata c'è stato un po' di rammarico perché non era il Bologna di adesso: cercheremo di rifarci domenica».

In un'Atalanta che perde i pezzi Raimondi non ci vede nulla di scaramantico, anche se la sfortuna che sta colpendo i nerazzurri è sotto gli occhi di tutti: «Non credo alla scaramanzia, ma sicuramente è un periodo sfortunato perché abbiamo avuto infortuni seri, come quelli di Capelli e Marilungo - ha detto -. Questi sono incidenti pesanti e ai due ragazzi va il mio pensiero. Le assenze ti portano dei problemi, ma mai come in questo gruppo si può sopperire alle assenze, perché abbiamo qualità morali e anche tecniche. Siamo una squadra forte e saremo più forti anche di questi infortuni».

Simone Masper

fa.tinaglia

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