Domenica 15 Aprile 2012

Livorno, Udine e Bergamo unite
nel ricordo di Piermario

Livorno, Udine e Bergamo. Livorno, dove Piermario Morosini giocava da quattro mesi, Udine perché il club friulano era proprietario del cartellino del giocatore e Bergamo, la città del centrocampista morto sabato a Pescara. Commozione, tristezza e tanta partecipazione dei tifosi.

A Bergamo striscioni, messaggi e mazzi di fiori sia fuori dallo stadio Comunale, nel quale Morosini non aveva mai giocato con la prima squadra atalantina pur essendo cresciuto nel settore giovanile nerazzurro, sia alla Polisportiva Monterosso, il sodalizio che aveva visto Piermario muovere i primi passi da calciatore e al quale il giocatore era rimasto sempre molto affezionato.

Fuori dallo stadio Comunale, nel settore della curva nord, un enorme striscione appeso dai tifosì ultrà dice: «Umile bergamasco, vero atalantino dentro. Ciao Moro, la tua curva ti rende onore». In uno più piccolo si legge un semplice «Ciao Mario».

Tutti gli amici più cari di Piermario del quartiere di Monterosso si erano precipitati a Pescara fin da sabato. Il curato, don Antoine Guerini, ha sottolineato: «Le parole belle che tutti hanno usato per raccontare Piermario non sono assolutamente retorica. Lui era davvero così: un ragazzo umile, sereno, nonostante i tanti problemi che aveva avuto nella sua vita, e sempre disponibile».

Anche fuori dalla sua casa, in via Tremana 5, fiori e messaggi per ricordare il centrocampista. E anche una lettera molto toccante (che si può leggere nella fotogallery) firmata da «una tua sorellina di Monterosso».

«Nei nostri cuori...Piermario nei nostri cuori». Così hanno cantato in mattinata i tifosi del Livorno radunati davanti ai cancelli dello stadio Armando Picchi per ricordare Morosini. Con loro anche il sindaco Alessandro Cosimi. I supporter già sabato sera avevano attaccato lo striscione «Hai lottato fino alla fine, ciao grande Moro» e sotto al quale da stamattina vengono lasciati fiori e sciarpe. Molti i bambini che hanno voluto dare idealmente un abbraccio a Piermario che in soli quattro mesi era riuscito a farsi ben volere dal pubblico livornese.

Sabato tutti allo stadio con la maglia 25. Così i tifosi del Livorno pensano di ricordare lo sfortunato centrocampista nella gara contro il Cittadella, in programma all'Armando Picchi. L'idea è stata lanciata in occasione del continuo pellegrinaggio in corso da stamani davanti ai cancelli dello stadio livornese. Qui, poco dopo le 14, sono sfilate tutte le squadre giovanili della società, con dirigenti e allenatori. Uno dei ragazzi ha lasciato un paio di scarpette con un biglietto: «perché tu possa continuare a correre come correvi in campo anche in cielo».

«Dai andiamo a fare questo risultato». Sono le ultime parole che sabato Piermario Morosini ha rivolto ai compagni di squadra prima di entrare in campo a Pescara. A riferirle è Luca Mazzoni, secondo portiere del Livorno. C'è anche lui insieme a quasi tutta la squadra, con in testa il capitano Andrea Luci, fuori dallo stadio Picchi domenica pomeriggio. Tutti in lacrime, abbracciati tra loro e con i tifosi, circa un migliaio, i compagni di Morosini hanno deposto un gagliardetto sotto lo striscione ai cancelli della tribuna centrale.

Nel primo pomeriggio alcuni supporter della «rivale» Pisa sono arrivati davanti al Picchi e hanno attaccato una sciarpa nerazzurra vicina a quelle degli altri club già presenti, tra cui quelle di Barcellona, Fiorentina, Napoli, Pescara e Modena.

Il presidente del Livorno Aldo Spinelli sta valutando l'ipotesi di ritirare per sempre la maglia numero 25 di Piermario Morosini. In passato il Livorno aveva ritirato per diversi anni la maglia numero 10 in onore di Igor Protti, ex capitano e bandiera indelebile della storia recente della squadra, ma successivamente la maglia numero 10 è stata reintrodotta. Il Vicenza, club nel quale Piermario ha giocato dal 2007 al 2009, l'ha già ritirata ufficialmente.

Intanto i tifosi livornesi hanno chiesto al sindaco e alla società di intitolare un settore dello stadio «Armando Picchi» al giocatore. Si attende che questa proposta venga formalizzata dalle autorità competenti visto che l'impianto è comunale.

Ma il sentimento di dolore e solidarietà ha superato i confini italiani e soprattutto in Spagna i giocatori hanno voluto ricordare il 25enne bergamasco. Sabato sera a Madrid, prima di Real Madrid-Sporting Gjion, c'è stato un minuto di silenzio con il megaschermo che mostrava un'immagine di Morosini, mentre i giocatori del Barcellona, di scena a Levante, hanno giocato con il lutto al braccio per la sensibilità di Guardiola. Stesso sentimento domenica in Inghilterra: visto in tv il minuto di silenzio a Manchester prima di Manchester United-Aston Villa.

m.sanfilippo

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