Sabato 27 Ottobre 2012

Atalanta con il 4-4-1-1
Squadra più equilibrata

La storia è quella della coperta corta: o ti garantisci più equilibrio dietro, o cerchi maggior consistenza davanti. Perché non si può avere tutto: si gioca in 11 e il campo è da coprire per intero. Meno in astratto, per l'Atalanta il tema tattico della settimana sarà la posizione degli uomini d'attacco.

Dopo tre gare con le due punte - De Luca a fianco di Denis per un 4-4-2 secco - domani torna Maxi alle spalle del bomber unica punta, cioè il 4-4-1-1 che ha fatto la fortuna di Colantuono a Bergamo in serie A. Si giocava 4-4-1-1 con Doni dietro Zampagna (Ferreira Pinto e Ariatti gli esterni) nel 2006/2007, l'anno dei 50 punti in serie A, s'è giocato 4-4-1-1 con Moralez dietro Denis (Schelotto e Bonaventura gli esterni) nel campionato scorso.

E così s'è cominciata la stagione: 7 punti in quasi 5 gare, con Lazio, Cagliari, Milan, Palermo e Catania (per tre quarti di partita). Poi Colantuono ha fatto prevalere la necessità di garantire la presenza di una seconda punta a fianco di Denis, e per tre gare e quell'ultima parte di partita a Catania fino a domenica scorsa con il Siena a fianco di Denis ha giocato De Luca. Quindi niente trequartista. Per domani si prospetta un ritorno alle scelte iniziali, quindi riecco Maxi tra le linee, a muoversi alle spalle del «tanque». Ma qual è la differenza tra le due scelte?

Il 4-4-2 mette un secondo attaccante a giocare in appoggio a German. E il bomber è meno solo là davanti. Chiaro che quando Denis non è al meglio, questa scelta lo aiuta. I difensori avversari hanno un altro giocatore del quale occuparsi, German ha meno campo da coprire e quindi ha meno sollecitazioni nella corsa, diciamo che ha più possibilità di preoccuparsi solo della fase conclusiva. Lo svantaggio è che, però, se sono in due nell'area avversaria, i movimenti vanno coordinati, e la squadra - alle loro spalle - si deve muovere di conseguenza. Se invece si gioca con il trequartista dietro un solo attaccante - quindi 4-4-1-1 - il centravanti là nella difesa avversaria è solo. Il compagno più vicino è di regola 10-20 metri dietro, quindi Denis deve fare a sportellate da solo con la retroguardia rivale. Quindi dev'essere esplosivo, tonico, in forma. Anche perché ha molto campo nel quale correre, con il vantaggio di poter andare dove vuole, in libertà.

È sempre e solo lui a determinare le giocate e i movimenti dei compagni. In particolare quelli del trequartista, che deve mettere la palla nello spazio che Denis va ad attaccare, gliela deve appoggiare se il bomber viene incontro, si deve muovere all'opposto o in appoggio a seconda delle iniziative del centravanti.

Al contrario, però, la squadra beneficia della presenza di un trequartista perché per tutti c'è un appoggio in più prima dell'area avversaria, il fraseggio diventa più agevole, i movimenti della mezzapunta spesso creano problemi tattici agli avversari. E se giochi contro un centrocampista centrale, il trequartista lo disturba nello sviluppo dell'azione. E questo conta. I due moduli (come qualsiasi altro), insomma, hanno dei pro e dei contro. La scelta deve sempre tener conto degli avversari, delle condizioni fisiche dei singoli, del momento generale. Poi solo il campo può dire se le scelte sono giuste o sbagliate.

Pietro Serina

e.roncalli

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