Lunedì 21 Gennaio 2013

Budan - Parra contro il Milan?
Non è solo una provocazione

E se si dovesse affrontare il Milan con l'inedita accoppiata Budan-Parra? Prendetela per una semplice provocazione anche se , in teoria, potrebbe non essere del tutto irrazionale. Il «sacrificato d'obbligo» sarebbe, in tal caso, German Denis, al quale staccare la spina magari per un turno potrebbe far bene.

Cominciamo dall'ipotetico utilizzo di Parra, la cui mezz'ora di gioco contro il Cagliari lo ha, di colpo, promosso ad «abile e arruolato». In altre parole, Facundo - nella probabile «ultima spiaggia» concessagli dall'allenatore - ha dimostrato di poter essere ancora utile alla causa atalantina sia partendo dalla panchina sia dall'inizio di gara.

Inoltre il ventisettenne argentino ha fatto ccapire di poter convivere con Denis o con un'altra pedina più o meno con le sue stesse caratteristiche sul piano tecnico-tattico. Ecco perché riteniamo sostenibile vederlo in campo contro i rossoneri assieme a Budan, ormai sicuro di indossare la maglia nerazzurra.

Una cosa è, comunque, certa: Parra, dato con la valigia in mano, rimarrà a Bergamo, come confermato dal direttore generale nerazzurro PierPaolo Marino negli spogliatoi dello stadio, a fine partita contro il Cagliari. Naturalmente sarà Stefano Colantuono a dover valutare la coesistenza sul terreno di gioco di Budan e Parra, tenendo anche conto delle caratteristiche e della portata di un'avversario come il Milan.

Quanto al «sacrificio» di Denis, non è il caso di considerarlo «un atto di lesa maestà», convinti come siamo di un suo ritorno «alla grande» in tempi ragionevolmente brevi.

Del resto quello di invertire la rotta in avanti è diventata una esigenza improrogabile. Con i 19 gol realizzati, l'Atalanta è terz'ultima nella speciale graduatoria della serie A (maglia nera al Pescara, a quota 17, preceduto dal Palermo con 18). E meno male che rispetto al team abruzzese e a quello siciliano, la poca dimestichezza al gol consente ugualmente all'Atalanta di mantenere una posizione in classifica non così deludente.

Arturo Zambaldo

a.ceresoli

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