Domenica 28 Aprile 2013

Moralez è tornato. E De Luca?
Perché non dargli una chanche?

C'è un meraviglioso raggio di sole tra la pioggia e i due punti lasciati dall'Atalanta al Comunale. È Maxi Moralez, fino a ieri e con rare eccezioni desolatamente in versione “mini”. Dove sei Maxi?, batti un colpo Maxi, svegliati Maxi, era il maxi-tormentone rimasto finora a vagare solitario nel vento come il giocatore. Ma dalle sei e mezza del pomeriggio di ieri col Bologna il fantasma di Moralez ha fatto fagotto, il vero Moralez si è ripreso il mantello di SuperMaxi, il cuore dell'Atalanta e gli applausi del Comunale. E ora nelle prossime 4 partite la sua fallimentare stagione può diventare l'inizio della rinascita, il suo ritorno al futuro. Certo, c'è da fare anche la tara alla situazione.

Non sempre capita di giocare contro un avversario poco attento e quasi leggero in fase difensiva come il Bologna di ieri, raramente capiterà di ritrovare tutto quello spazio e tutto quel tempo per piazzare la giocata, com'è accaduto stavolta a Maxi. La partita l'ha aiutato, ma Maxi ha aiutato se stesso a risalire in sella e così ora l'Atalanta si ritrova con un gioiello che forse pensava di non aver più e con un magnifico “problema” in prospettiva. Quale è evidente: se il mini Maxi intravisto fino a ieri era diventato così marginale da legittimare l'idea di potergli dire addio, i lampi sotto la pioggia di ieri rischiano di azzerare i conti. Perché rinunciare l'anno prossimo a questo Maxi, specie con l'incognita Bonaventura alle porte, potrebbe essere un taglio drastico alla qualità dell'Atalanta, che invece e soprattutto nelle alternative di qualità ha bisogno come dell'aria se vuole fare un passetto in più. Il segnale invocato da Maxi è arrivato, ora servono conferme e continuità. E allora le prossime 4 partite, dal Parma al Chievo via Juventus, potrebbero essere decisive per il futuro di Moralez e per il mercato nerazzurro. Potrebbero esserlo anche per De Luca. Gol alla Samp a parte, il ragazzo finora ha deluso, ma dall'ultima gara da titolare a Verona col Chievo, il 6 gennaio, è rimasto ai margini: 18 minuti con la Lazio all'Olimpico, 24 col Pescara in casa, 10 a San Siro contro l'Inter. Stop.

Fanno 52 minuti nel girone di ritorno. Poco ma abbastanza se il futuro di De Luca fosse già deciso e presumibilmente lontano da Bergamo, poco e insufficiente se fosse ancora in discussione. Se una decisione su De Luca non è stata ancora presa, capire se e quanto puntare su di lui per la prossima stagione passa gioco forza dal finale di questo campionato e da una chance vera. Chissà che anche De Luca, sulla scia di Moralez, non sappia essere un po' più maxi.

Simone Pesce

e.roncalli

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