Mercoledì 11 Gennaio 2012

Doni: «L'Atalanta non è coinvolta»
Accordo con Cassano su un rigore

Cristiano Doni, interrogato a Cremona mercoledì 11 gennaio dalle 11,30 alle 14, ha confermato al pm Roberto di Martino quanto già confessato al gip Guido Salvini escludendo il coinvolgimento dell'Atalanta nelle combine. L'annotazione più di colore: «Sul primo rigore di Atalanta-Piacenza mi sono accordato con il portiere Cassano per tirare centralmente».

Da lunedì 9 gennaio Doni è agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Torre Boldone, dopo 5 giorni di carcere e 16 agli arresti domiciliari in Val Gardena, nell'abitazione della moglie. Il suo legale, Salvatore Pino, presenterà istanza per ottenere la revoca dei domiciliari e consentire al giocatore di tornare in libertà.

Ecco in sintesi le dichiarazioni dell'avvocato dopo l'interrogatorio: «Doni ha confermato al pm quanto già raccontato al gip. Aveva l'intenzione di collaborare e ha collaborato. Per il momento non sono stati fissati ulteriori interrogatori».

«Ci sono stati approfondimenti importanti e sono stati chiariti punti oscuri. Doni ha confermato di non aver mai combinato partite e di non aver mai scommesso ribadendo di aver soltanto saputo di combine e di averle accettate per esclusivo bene della squadra, aveva una voglia irrefrenabile di aiutare l'Atalanta a essere promossa».

«Cristiano è molto dispiaciuto e abbattuto, è una persona in chiara difficoltà, anche per problemi ambientali. Ma ha ribadito di non essere un giocatore corrotto, di non aver venduto partite e di aver sempre giocato per vincere».

«Comunque, Doni è estraneo al filone della prima parte dell'ordinanza, ovvero non ha nulla a che fare né con gli "zingari", né sull'organizzazione di Singapore».

Da indiscrezioni, Doni avrebbe negato di aver dato i 40 mila euro a Santoni per Parlato (consegnati il giorno stesso di Atalanta-Piacenza), mentre i soldi (si parla di 25 mila euro) dati a Santoni per l'avvocato sarebbero stati il gesto verso un amico in difficoltà e non per comprare il suo silenzio. Ci sarebbe inoltre la conferma che Doni non ha coinvolto la società.

Doni avrebbe ammesso di essersi accordato con il portiere Emiliano Cassano, non al momento della stretta di mano con Gervasoni ma in campo, sulla direzione del primo rigore di Atalanta-Piacenza che è stato calciato centralmente finendo in rete (risultato di 3-0 con due rigori trasformati da Doni, il secondo sarebbe stato «regolare»).

Sul computer di Doni prelevato dalla cassaforte della sua villa di Torre Boldone sono in corso accertamenti, mentre non è stato ancora fissato l'incidente probatorio sull'iPhone di Santoni. Infine, l'interrogatorio di Carobbio è stato fissato per il 19 gennaio, mentre non si sa ancora quando Stefano Palazzi, il procuratore della Figc, s'incontrerà con gli investigatori della procura di Cremona per acquisire tutte le informazioni utili per varare il processo sportivo.

Dopo le 13 si era visto in procura il gip Guido Salvini che aveva informato la stampa dell'estradizione di un macedone, Rade Trajkovski, arrestato il 19 dicembre all'aeroporto di Atene, in Grecia, appartenente alla banda degli «zingari» in contatto con la «cupola» di Singapore. Il macedone ora è a Roma, in attesa del trasferimento a Cremona per l'interrogatorio.

Doni era arrivato, accompagnato dal suo avvocato Pino, alle 11,20 ed era subito salito nell'ufficio del pubblico ministero Roberto di Martino. Giaccone beige con sciarpa scozzese, pantoloni grigi, occhiali da sole e barba fatta. Non aveva naturalmente rilasciato nessuna dichiarazione ai numerosi giornalisti in attesa, a esclusione di un «Ho passato momenti migliori. Certo, anche voi non mi avete dato una mano...».

Ricordiamo che Doni, secondo le indiscrezioni, nell'interrogatorio di garanzia del 23 dicembre davanti al gip Salvini, aveva ammesso che Atalanta-Piacenza era stata combinata, aveva fatto parziali ammissioni di Ascoli-Atalanta, mentre non aveva detto nulla su Padova-Atalanta.

m.sanfilippo

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