Luca Messi saluta il ring, poi l’altare  L’8 marzo match d’addio con Annunziata
Luca Messi si prepara al match d’addio: 8 marzo al palazzetto

Luca Messi saluta il ring, poi l’altare

L’8 marzo match d’addio con Annunziata

Il campione bergamasco prepara il match d’addio contro Annunziata, ultimo ad averlo battuto. «Tutti al palasport, sarà un grande evento di boxe».

Il pugile bergamasco è uno fissato per le date: i guantoni al chiodo li appenderà al Palazzetto dello Sport nella serata dell’8 marzo. Data speciale non per via della festa della donna, quanto semmai per un’altra ricorrenza particolare, il tredicesimo anniversario del suo primo titolo italiano, afferrato nel 2002 proprio nella stessa cornice.

L’idea iniziale era quella del compleanno, che cade il 12 febbraio, ma poi Messi ha optato per il piano B: regalandosi un’ulteriore storia da raccontare, quella di una comparsata sul ring dopo essere entrato negli anta, la quarta negli ultimi tredici mesi, dal ritorno all’attività dopo il lungo stop forzato.

Luca Messi affronterà Salvatore Annunziata, altro dettaglio non scelto certo in maniera casuale: il napoletano (otto anni in meno sulla carta d’identità) è stato l’ultimo suo avversario, in quella calda serata di fine estate che rischiava di fare partire i titoli di coda con un po’ di magone. «Se perdo smetto», aveva detto Messi alla vigilia, «così non ci sto», aveva rettificato dopo, per via di un verdetto mal trangugiato. Il suo addio avrebbe dovuto essere a casa sua, nel suo palazzetto, davanti al suo pubblico, possibilmente con una vittoria.

Sul ring lui, ma non solo: la Lux Promotion (società organizzatrice dell’evento) proporrà un sottoclou fatto di sei o sette incontri dilettantistici, oltre ad una serie di altre esibizioni relative ad altri sport di combattimento, dal kick boxing al muay thai. Poi, il clou, Messi vs Annunziata, capitolo due: «Per via del verdetto che ritengo ingiusto, l’ultima è stata una sconfitta finta, ora voglio una vittoria vera. Poi chiudo e penso a un altro tipo di ring». Ovvero, alla traduzione inglese di anello, quello che agosto infilerà al dito della sua Roberta.


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