Ong a Ue, aprire una procedura contro l'Italia sulla caccia

(ANSA) - ROMA, 14 MAR - Con una lettera congiunta al Commissario europeo all'Ambiente Virginijus Sinkevičius e alla Direzione generale Ambiente della Commissione europea, le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia hanno hanno chiesto l'apertura di una procedura di infrazione contro l'Italia per violazione della direttiva Uccelli in materia di caccia e del Regolamento della Commissione europea sul divieto di munizioni al piombo nelle zone umide.

"Nonostante i numerosi contenziosi comunitari in materia venatoria - dichiarano le associazioni - che hanno condotto a procedure di infrazione, condanne della Corte di Giustizia, adeguamenti normativi, nuove procedure e indagini Pilot, l'Italia continua a violare, di diritto e di fatto, la direttiva Uccelli".

"È il caso della caccia all'avifauna in periodo di migrazione prenuziale", scrivono le ong, per la quale "da anni i calendari venatori continuano a consentire la caccia agli uccelli in questi periodi". Altro violazione secondo le ong è "la caccia esercitata su specie in stato di conservazione sfavorevole in assenza di adeguati piani di gestione o in presenza di piani di gestione inefficacemente applicati", come nel caso dell'allodola, della tortora selvatica e della coturnice.

Sul bracconaggio le associazioni denunciano "il fallimento pressoché totale del Piano nazionale per fermare i criminali".

Per le ong è "lampante la violazione del nuovo Regolamento (2021/57) della Commissione europea sul divieto di utilizzo di munizioni al piombo nelle zone umide, indispensabile per arginare la mortalità degli uccelli selvatici per saturnismo".

Le associazioni denunciano "le violazioni commesse dalla circolare "interpretativa e attuativa" del Regolamento europeo emanata dai ministri dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e dell'Agricoltura Lollobrigida, che ha fortemente ridotto la portata del divieto attraverso una definizione limitata ed errata delle zone umide". (ANSA).

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