La discoteca  «Bolgia» chiusa per  25 giorni dopo i servizi sulla droga di «Striscia»
Il «Bolgia» di Osio Sopra

La discoteca «Bolgia» chiusa per 25 giorni
dopo i servizi sulla droga di «Striscia»

Il provvedimento firmato dal questore, Maurizio Auriemma, e notificato sabato 16 novembre al titolare. Via Noli: «Dobbiamo tutelare i giovani e giovanissimi frequentatori della discoteca». Il titolare del locale annuncia ricorso al Tar: «È scandaloso che un provvedimento di tale portata scaturisca da servizi televisivi e non da accertamenti sul campo».

Il questore di Bergamo, Maurizio Auriemma, ha emesso un decreto di sospensione della licenza nei confronti del titolare della discoteca «Bolgia» di Osio Sopra. Il locale è chiuso, il provvedimento è stato notificato nella giornata di sabato 16 novembre. La misura fa seguito a un servizio trasmesso l’11 novembre scorso da «Striscia la notizia». Nelle immagini mandate in onda dal tg satirico di Canale 5, si vedevano «proposte di vendita di sostanza stupefacente nelle immediate vicinanze dell’ingresso della discoteca – si legge nella nota della Questura –, rivolte a giovani avventori in procinto di accedere alla stessa, oltre a essere documentato il consumo indisturbato di droga all’interno della sala da ballo. Il servizio televisivo ha ottenuto notevole risalto sulla stampa locale e nazionale – continuano da Via Noli – suscitando viva preoccupazione tra la popolazione, anche in considerazione della giovane età dei frequentatori della discoteca».

«In precedenza, un analogo servizio trasmesso dalla stessa emittente il 31 maggio 2017 aveva evidenziato le medesime problematiche – si legge ancora nella nota –, così come un controllo interforze della Compagnia carabinieri di Treviglio del maggio 2018 aveva portato alla sanzione amministrativa di tre giovani assuntori di sostanza stupefacente e al sequestro di cinquanta grammi tra marijuana, hashish, cocaina e droga sintetica». Il provvedimento, sottolinea il questore, è stato preso «nell’ottica di una tutela dei giovani e giovanissimi frequentatori della discoteca».

Il titolare della discoteca, Tonino Vecchi, annuncia ricorso al Tar: «È scandaloso che un provvedimento di tale portata scaturisca da due servizi di “Striscia”, mi sarei aspettato un controllo degli agenti per verificare sul posto se i contenuti del servizio avevano corrispondenza nella realtà».


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