Schiacciato da una lastra di cemento,  muore 46enne a Pagazzano. I dati degli incidenti sul lavoro in Bergamasca
Il cantiere teatro dell’incidente mortale sul lavoro a Pagazzano (Foto by Luca Cesni)

Schiacciato da una lastra di cemento, muore 46enne a Pagazzano. I dati degli incidenti sul lavoro in Bergamasca

Il tragico incidente si è verificato intorno alle 10 di giovedì 6 maggio in largo Antonio Canova, a Pagazzano.

Un uomo di 46 anni è deceduto mentre stava lavorando a Pagazzano in un cantiere per la realizzazione di due villette in largo Canova. L’operaio è morto sul colpo, schiacciato mentre stava lavorando per posizionare una lastra di cemento armato detta in termine tecnico «bocca di lupo».

Sul posto sono state inviate un’ambulanza e un’auto medica, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Maurizio Gritti, questo il nome dell’uomo, è morto a causa del tragico incidente sul lavoro: risiedeva a Calcinate con la moglie e due figli. Titolare di una piccola azienda, stava eseguendo operazioni di movimentazione di manufatti in cemento quando si è verificata la tragedia. Maurizio Gritti avrebbe compiuto 47 anni tra due giorni, l’8 di maggio.

Il corpo è stato composto nella camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo.

Per ricostruire la dinamica di quanto accaduto sono intervenuti i Carabinieri di Treviglio e i tecnici dell’Ats di Bergamo e dell’Ufficio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro di Treviglio. Sul posto anche i Vigili del fuoco, il cantiere è stato posto sotto sequestro.

«Dopo aver scaricato con la gru dall’autocarro alcuni grossi manufatti formati ciascuno da tre pannelli di cemento - questa la ricostruzione di Ats Bergamo -, l’uomo li stava appoggiando nell’area di cantiere. Per mantenerli in posizione eretta, li aveva quindi stabilizzati con l’ausilio di paletti in legno. Mentre stava operando da solo nelle immediate vicinanze di uno dei manufatti, questo è caduto a causa - presumibilmente - dell’improvviso cedimento o spostamento di uno o più sostegni in legno. Non essendoci testimoni diretti si tratta di un’ipotesi di dinamica che dovrà essere comunque verificata. Nella caduta il pesante manufatto ha investito e schiacciato al suolo il lavoratore, causandone il decesso».

«In generale, per la movimentazione di carichi pesanti è indispensabile che, da parte dell’impresa, siano preventivamente individuate modalità sicure di sollevamento ed adeguate procedure di aggancio e spostamento, che garantiscano l’incolumità degli operatori - commenta Sergio Piazzolla, di Ats -. Anche la fase di appoggio e di stabilizzazione al suolo va procedurata con attenzione, poichè il rischio di danni fisici alle persone è ovviamente altissimo in presenza di carichi del peso di alcuni quintali. La formazione alla sicurezza dei manovratori va completata e aggiornata periodicamente, come anche devono essere scrupolose la scelta, la dotazione e la manutenzione degli accessori da utilizzare (funi, ganci, stabilizzatori). Gli infortuni che riguardano la movimentazione di carichi sono spesso gravi o fatali: come misura preventiva gli addetti devono conoscere bene le procedure operative previste ed attenervisi scrupolosamente, oltre ad effettuare una ricognizione preventiva dell’area di lavoro specifica in cui andranno ad operare».

Gli incidenti mortali dal 2019 al 2021
Nel 2021 questo è il secondo infortunio mortale nei luoghi di lavoro in provincia di Bergamo: il primo si è verificato il 16 febbraio a Suisio, quando un lavoratore di 71 anni, Ambrogio Viganò, è deceduto precipitando per sei metri da un lucernario mentre si trovava sulla copertura di un edificio industriale per eseguire la manutenzione di lampioncini elettrici. Nel 2020 si era verificato 1 infortunio mortale nei luoghi di lavoro mentre nel 2019 i decessi erano stati cinque.


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