Salvini: Zingonia un modello per l’Italia «Sui tifosi  indagini». La lettera di Gori
Matteo Salvini riceve la maglietta della polizia locale di Bergamo

Salvini: Zingonia un modello per l’Italia
«Sui tifosi indagini». La lettera di Gori

È cominciato alle 10 di lunedì 11 marzo a Bergamo il Comitato provinciale dell’ordine e sicurezza pubblica alla presenza del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. All’ordine del giorno l’abbattimento delle cosiddette «torri del degrado» di Zingonia.

«Zingonia sarà un modello a livello nazionale, un esempio anche per altri casi come questo bergamasco. Un esempi di come la comunità bergamasca sia capace di cooperare tra le istituzioni». Matteo Salvini ha commentato così il lavoro fatto su Zingonia durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, l’ultimo prima del via ai lavori di abbattimento delle torri «Anna» e «Athena».

Si tratta infatti dell’ultimo prima del via agli uomini e alle macchine della «Vitali spa» che dal quartier generale di Cisano si porteranno a Zingonia, pronti a entrare in azione per avviare la demolizione di un pezzo (grosso) di storia bergamasca: le sei torri «Anna» e «Athena», territorio di Ciserano. La presenza del vice premier sigla la portata dell’intervento e, pare, lo stesso Salvini è annunciato tra il 20 e il 25 marzo, intervallo di tempo in cui inizieranno ufficialmente le operazioni di demolizione, partendo dalle grandi (grandissime) pulizie e dalle bonifiche.

Il ministro ha presieduto la riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, affiancato dal prefetto Elisabetta Margiacchi. Presente anche il questore Girolamo Fabiano e i vertici dei carabinieri e della Guardia di finanza. In fb un post del ministro: «Come promesso, dopo anni di chiacchiere: ordine e legalità». In tutto saranno 270 i giorni di cantiere a Zingonia: i lavori inizieranno il prossimo 25 marzo: 90 giorni di bonifica e poi due settimane per abbattere ogni torre.

«I reati a Bergamo nel 2018 sono calati del 3% e nei primi mesi di quest’anno siamo arrivati a un calo del 25%: questo non ci spingerà comunque ad abbassare la guardia. Tanto che, dopo la già avvenuta assegnazione di 90 tra poliziotti e carabinieri a Bergamo, abbiamo previsto l’arrivo in questura di ulteriori 65 poliziotti» ha dichiarato Salvini che ha anche riferito che per la Bergamasca sono stati stanziati 350 mila euro per impianti di videosorveglianza e 12 milioni per 236 piccoli Comuni. «I richiedenti asilo sono diminuiti di 750 unità, scendendo a 1.450», ha evidenziato il ministro dell’Interno.

Salvini ha anche risposte alle domande sugli scontri dopo la partita contro la Fiorentina: « C’è un’inchiesta in corso e mi hanno insegnato, anche mio malgrado, che va rispettata la separazione dei poteri: per questo attendo di conoscere le risultanze di chi di competenza». E poi: «Se emergeranno responsabilità, saranno presi dei provvedimenti» ha aggiunto precisando che «in generale gli scontri per manifestazioni sportive sono in calo».

Sulla questione il sindaco Gori ha approfittato della presenza di Salvini a Bergamo per consegnargli una lettera: «Sono passate quasi due settimane dai fatti verificatisi a Firenze dopo la partita di Coppa Italia Fiorentina-Atalanta, rispetto ai quali non è ancora dato sapere quale sia la verità - si legge nella comunicazione -. Mi riferisco a quanto è accaduto tra le Forze della Polizia di Stato e di tifosi dell’Atalanta che stavano rientrando a Bergamo; sulla superstrada che da Firenze porta all’imbocco dell’A1, a poche centinaia di metri di metri dal casello autostradale. I tifosi dell’Atalanta hanno denunciato, in modo molto circostanziato, d’essere stati oggetto di violenze da parte di agenti della Polizia di Stato, senza alcuna apparente motivazione. Né prima, né durante né dopo l’incontro vi erano stati scontri tra i sostenitori delle due squadre».

«Secondo questa versione dei fatti i tifosi dell’Atalanta erano già sui pullman, sulla via del ritorno, quando la Polizia li ha fermati. Gli agenti sarebbero saliti sul primo pullman e deliberatamente, senza una motivazione, avrebbero picchiato con i manganelli tutti coloro che si trovavano all’interno. I tifosi sarebbero stati presi a calci e pugni mentre scendevano dal pullman, insultati e pesantemente minacciati. Ci sono diverse testimonianze, che ho avuto modo di ascoltare, compresa quella dell’autista del pullman, che accreditano questa ricostruzione. La versione della Polizia è del tutto diversa. Racconta di un’azione di “repressione preventiva” per evitare che gli ultrà dell’Atalanta si scontrassero con tifosi della Fiorentina che, secondo la Polizia, si sarebbero trovati al Mc Donald sull’opposta carreggiata della superstrada. A distanza di quasi due settimane, nonostante l’identificazione di quasi 130 bergamaschi, nessuno è stato denunciato dalla Polizia, nessuna procedura di Daspo è stata avviata. Le chiedo perciò di appurare e di chiarire con tempestività cos’è effettivamente accaduto. Se la versione dei tifosi atalantini rispondesse alla verità dei fatti si tratterebbe di un episodio gravissimo. Non è in discussione la fiducia nei confronti delle Forze dell’Ordine; ma se c’è stata deliberata violenza ai danni dei tifosi io m’aspetto, come cittadino e come Sindaco della loro città, che i responsabili siano identificati e puniti» continua la lettera.

«I tifosi dell’Atalanta, aldilà della denuncia dell’accaduto, hanno dato prova di grande maturità, tanto nei confronti dei tifosi della Fiorentina – ritrovati pochi giorni dopo a Bergamo – quanto nei confronti delle Forze dell’Ordine. La stessa serietà, lo stesso senso di responsabilità io chiedo a Lei, per il ruolo che riveste. Le chiedo quindi, a nome di tutta la comunità bergamasca, di chiarire cosa sia effettivamente accaduto a Firenze la sera del 28 febbraio e di provvedere di conseguenza» si conclude così la lettera.

All’inizio dell’incontro in via Tassso, il vicepremier ha ricordato la tragedia aerea di domenica: «Sono vicino ai familiari delle vittime - ha detto -, e in particolare ai tre volontari della onlus bergamasca». «Bergamo è terra di volontariato - ha aggiunto - e oggi il mio pensiero va ai tre volontari rimasti uccisi in Etiopia».


© RIPRODUZIONE RISERVATA