Astino numeri record
In cinque mesi 90 mila visitatori

Il Monastero ristrutturato rimane attrattiva preferita dai bergamaschi e non solo. Bombardieri: «Bene eventi e ristorazione e si lavora per prolungare le iniziative d’inverno».

Sono state circa 90 mila le persone che in questi mesi sono entrate ad Astino. Per visitare mostre, ascoltare concerti, degustare un piatto a km zero. O semplicemente per godere del silenzio del luogo, tra le pareti un tempo vissute dai monaci vallombrosani: «Non abbiamo avuto problemi di persone che hanno creato disagi – spiega Fabio Bombardieri, presidente della Fondazione Mia, proprietaria del complesso monastico –. Alcune cose successe lo scorso anno (numerose le lamentele dei residenti, ndr) erano conseguenze dell’ubriacatura nata da un posto che non si conosceva. Astino porta ad un contegno e modi adeguati».

È soddisfatto Bombardieri del bilancio della stagione estiva e in parte autunnale (domani la serata conclusiva) con una flessione del 20 per cento circa rispetto ai numeri stratosferici raggiunti con Expo e la riapertura, dopo anni di oblio, di Astino. Su un tavolino allestito nell’ex refettorio c’è un plico con le decine di eventi che la Mia, in collaborazione con i ristoratori uniti nella società «Astino estate 2016», ha organizzato negli spazi dell’ex monastero. «Astino è stato un punto di riferimento culturale e artistico a cui si è aggiunta un’attività di somministrazione qualificata» rimarca Bombardieri. Che ha chiamato attorno a sé i partner della passata stagione, Massimo Amaddeo di «Mimmo», Mirko Panattoni de «La Marianna» e Valentina Ardemagni del «birrificio indipendente Elav».

Sono tantissime le realtà culturali passate dall’ex monastero, da Notti di Luce alla Summer school di teatro per bambini, dall’opera ai burattini. Elaborare proposte culturali che abbiano appeal sul pubblico non è facile. Ma secondo Corrado Benigni, curatore degli eventi culturali ad Astino, «la sfida è stata vinta. Abbiamo cercato di organizzare un mosaico di eventi, siamo riusciti ad azzeccare le mostre giuste, aprendo la stagione con Luigi Ghirri e la mostra permanente sulla storia del monastero, ogni implementata con nuove sezioni».

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