Belotti, alla Camera come allo stadio Ma non è la stessa cosa - Il video
A sinistra il deputato leghista Daniele Belotti che si scaglia contro i deputati Pd

Belotti, alla Camera come allo stadio
Ma non è la stessa cosa - Il video

Sfiorata la rissa nella serata di mercoledì a Montecitorio durante la discussione sul fondo salva-Stati davanti alle scolaresche in visita. Il video con il leghista Daniele Belotti che si scaglia contro i deputati Pd.

Si è sfiorata la rissa, al centro dell’emiciclo di Montecitorio, all’apice dello scontro sul Mes (Meccanismo europeo di stabilità), ovvero il fondo salva-Stati, nella serata di mercoledì 27 novembre. Tra le urla e i fischi che arrivano dai banchi del centrodestra, vicino ai banchi dove siedono gli stenografi, si accalcano diversi deputati: nel tentativo di separarli c’è chi come il deputato di FI Giorgio Mulè esce con un polso slogato. Un deputato – secondo alcuni colleghi si tratterebbe del leghista Daniele Belotti – sfascia una sedia, come riporta l’Ansa. Lo scontro si protrae per diversi minuti come documenta il video che circola su YouTube.

Rossella Muroni, deputata di Leu, esce in lacrime: «Abbandono l’Aula di Montecitorio in lacrime e non mi vergogno a dirlo – scrive sui social –. Mi vergogno invece per la scena di violenza a cui hanno assistito due scolaresche in visita. Una rissa in piena regola come ci si aspetterebbe in un bar malfamato. E invece era l’aula di Montecitorio. Ho sempre pensato che ci chiamassero Onorevoli non perché qualcuno ci debba rendere onore ma perché dobbiamo comportarci sempre in maniera onorevole. Stasera nell’Aula di Montecitorio non c’era onore, solo violenza e io me ne vergogno».

Alcuni frame del video che circola su YouTube

Alcuni frame del video che circola su YouTube

Ad aprire lo scontro è Claudio Borghi, presidente leghista della commissione Bilancio della Camera, che prende la parola durante i lavori per attaccare il governo sul Mes. E gli animi si infiammano al punto che il deputato della Lega Daniele Belotti, a quanto viene riferito dall’Ansa, sfascia una delle poltrone in Aula. Mentre un altro collega, Marzio Liuni, segretario di presidenza, si avvicina a Roberto Fico per protestare.

Il presidente della Camera sospende i lavori d’Aula e riunisce la capigruppo, per decidere se e come proseguire sul dl sisma, visto il clima infuocato dell’Aula. L’accusa, rilanciata da Claudio Borghi e Giorgia Meloni, è avere scavalcato il Parlamento, dando il via libera a un testo «inemendabile», come spiegato dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. «Il Parlamento a giugno con una risoluzione», ricorda il leghista, si era espresso sul trattato: se fosse sottoscritto si tratterebbe di «infedeltà in affari di stato, è un reato, l’avvocato del popolo dovrà cercarsi un avvocato, il Parlamento è stato completamente scavalcato. Una cosa gravissima».

«Sottoscrivo le parole di Borghi», afferma Meloni e chiede a Conte di riferire. Poi prende la parola dai banchi del Pd Piero De Luca, che difende il governo e contrattacca accusando la Lega di aver condotto le trattative proprio sul Mes quando era al governo. «Venduti, venduti», gridano dai banchi dell’opposizione. A quel punto la situazione si fa ingestibile: Roberto Fico richiama i deputati e poi sospende la seduta.


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