Bergamo, arrivati i primi profughi ucraini. Caritas: «Coordinamento e rete di sostegni»

Sono arrivati lunedì mattina 28 febbraio, poco dopo le 11 al monastero Matris Domini delle suore di clausura, i primi sei profughi ucraini.

Si tratta di una famiglia di quattro persone: padre, madre e due figli di 10 e 1 anno. Oltre a loro i genitori della mamma. Il gruppo è arrivato nella mattinata all’aeroporto di Orio al Serio da Parigi dove si trovavano da qualche tempo nell’impossibilità di rientrare a Kiev. Altre quattro persone sono già arrivate domenica a Verdello e una decina di persone a Calusco, tutte ospitate in famiglia.

Il monastero Matris Domini delle suore di clausura ha messo a disposizione delle stanze, così come il seminario di Bergamo con 47 posti.

In questi giorni Bergamo sta raccogliendo le prime richieste di aiuto per alcune famiglie. Il primo arrivo potrebbe essere di una dozzina di persone, che stanno attraversando il cuore dell’Europa per fuggire dai combattimenti in corso a Kiev e in altre città del Paese. La Caritas, come aveva annunciato il direttore don Roberto Trussardi, è impegnata a trovare alcune sistemazioni, in prima battuta per un’accoglienza temporanea all’arrivo e poi per una sistemazione di più lungo periodo.

L’arrivo dei profughi ucraini a Bergamo. L’intervista a don Trussardi

Per questo secondo step, l’invito ad attivarsi sta arrivando alle parrocchie, mentre per la prima accoglienza temporanea, come già anticipato da Caritas, ci sono 40 posti letto messi a disposizione dal Seminario. Disponibilità si stanno raccogliendo anche da istituti religiosi e si stanno facendo avanti anche privati. Caritas è in campo in prima linea e si sta muovendo, come ha spiegato don Trussardi, in sinergia con la Rete della pace, di cui fa parte anche il Comune di Bergamo, che a sua volta ha dato la massima disponibilità a fare quanto possibile per accogliere gli ucraini in fuga dalla guerra.

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