«Non c’è sera che non preghi per Yara» Bossetti, udienza aggiornata a mercoledì

«Non c’è sera che non preghi per Yara»
Bossetti, udienza aggiornata a mercoledì

Si parte con la questione del furgone bianco il pomeriggio dell’interrogatorio di Massimo Bossetti. Ancora incalzato dal pm Letizia Ruggeri.

«Riconosce il suo furgone?». È la domanda del pm a Bossetti in merito al furgone bianco e al tanto dibattuto filmato che già è stato visionato in aula nelle scorse udienze. «Escludo categoricamente che sia il mio. La cabina è uguale, ma il cassone è diverso».

Secondo Bossetti, «molti elementi» del suo furgone Fiat Daily sono diversi rispetto a quelli del mezzo che compare nelle immagini.

Il muratore di Mapello ha chiesto di poter vedere di nuovo il video, al fine di spiegare le differenze e indicare le varie discrepanze. Una richiesta accordata dal pm e che verrà messa in atto forse già dalla prossima udienza.

Bossetti è tornato ancora sulla testimone oculare: «Lo ribadisco: all’Eurospin andavo solo con mia moglie e non sono andato a prendere le birre. Così come non sono mai stato nel parcheggio del cimitero dove la signora mi avrebbe visto».

Intorno alle 16 ha preso la parola l’avvocato Andrea Pezzotta della Parte civile che ha fatto riferimento a una pagina de L’Eco di Bergamo che qui alleghiamo del 28 novembre 2010: «Qui c’è la descrizione dettagliata della scomparsa di Yara Gambirasio - ha detto Pezzotta -. Lei ha detto di leggere “L’Eco di Bergamo”: si è quindi domandato dove era la sera della scomparsa della ragazza?» ha chiesto il legale della famiglia.

Ma Bossetti dice di non aver ricostruito la sua serata: «Non mi ricordo nulla di quella sera». Questo anche se in carcere Bossetti sarebbe stato incalzato anche dalla moglie Marita in merito a quella serata: «Lei era via quella sera secondo quanto vi siete detti in carcere, non ricorda? Perchè non ha ricostruito dove era?» chiede Pezzotta. «Forse l’ho anche detto a Marita dove sono andato - ha commentato Bossetti -. Ma io non me lo ricordo».

Dopo Pezzotta è stata la volta della difesa con Paolo Camporini, legale di Bossetti insieme a Claudio Salvagni, che ha chiesto a Bossetti di raccontare la sua vita in carcere: «Una vita di isolamento - ha detto il muratore trattenendo le lacrime -. Una vita umiliante, terribile, con i detenuti che mi sputavano, mi insultavano. Dopo 40 giorni mi hanno portato la televisione e su ogni canale vedevo la mia faccia o quella di Yara. Continuavo a piangere, a non dormire. È vero, ho pensato al suicidio. Mi ha salvato solo la fotografia della mia famiglia».

E poi ancora: «Se uno è innocente, su che cosa deve cedere?»o ha detto Massimo Bossetti, rispondendo alle domande dei suoi avvocati che gli chiedevano se avesse subito pressioni, in carcere, perché confessasse. «Ho ricevuto pressioni da tutti», ha spiegato senza fare dei nomi. Bossetti ha aggiunto che sua moglie, durante i colloqui, gli fece il “quarto grado”: se avessi mentito me lo avrebbe letto negli occhi».

Stizza dell’avvocato Pezzotta a un commento di Bossetti: «Papà Fulvio non è per me un papà normale - ha detto -. Fossi stato io il padre di Yara avrei lasciato il lavoro, avrei lasciato tutto, e sarei andato a cercarla». Il muratore di Mapello fa questo commento riferendosi agli incontri che aveva in carcere con Fulvio Gambirasio: «Lo incontravo sul lavoro, e dentro di me pensavo a questa cosa». Alla dichiarazione di Bossetti, il gesto di stizza di Pezzotta: l’avvocato ha sbattuto la mano sul tavolo.

Anche l’avvocato Claudio Salvagni ha preso la parola, chiedendo subito a Bossetti di parlare della sua relazione con la moglie Marita: «Siamo una coppia affiatata, normalissima. Tra noi una grande intesa» ha commentato il muratore di Mapello. A livello intimo? «Una forte intesa» ha ribadito. Regali particolari li ha mai fatti a Marita? Bossetti ha parlato di un regalo speciale di lingerie.

Infine sulle minacce subìte da Massimo Bossetti: «A Terno d’Isola, dai miei concorrenti: prendevo tanti lavori e questo indispettiva molti. Ho ricevuto anche lettere anonime con ritagli di giornale e mi è stato manomesso il furgone: ho dovuto cambiare anche la serratura del furgone».

Il muratore torna a parlare del carcere e di Yara: «Non c’è sera che non preghi per lei: lei ha pagato con la vita. È stata una brutalità che le ha strappato la sua innocente quotidianità».

L’interrogatorio è terminato alle ore 18: prossima udienza mercoledì 16 quando sarà la Corte a interrogare Massimo Bossetti.


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