«Le mail da Wikileaks non pertinenti» Parte il pm a interrogare, fuori la folla

«Le mail da Wikileaks non pertinenti»
Parte il pm a interrogare, fuori la folla

Dopo i due carabinieri sul materiale informatico recuperato dai computer di Massimo Bossetti, dopo le polemiche sul dna e lo spionaggio informatico, oggi è il giorno del muratore di Mapello accusato della morte di Yara Gambirasio.

Dopo una mattinata intensa con i consulenti informatici è stata prevista una pausa pranzo fino alle 15.30. Alle 16.20 Massimo Bossetti non aveva ancora iniziato a rispondere alle domande. Questo mentre durante la sospensione fino alle 15.30 una lunga coda si era formata davanti alla porta del Tribunale per accaparrarsi il posto in aula.

La ripresa dell’udienza è poi iniziata con le prime tensioni. Gli avvocati della difesa hanno chiesto di iniziare per primi con l’interrogatorio. Si sono opposti sia il pm che la parte civile con la Corte che si è ritirata per decidere. Ecco la decisione: inizia il Pm, poi la parte civile e infine la difesa.

«È carico, tranquillo e determinato a raccontare la sua verità» aveva commentato Claudio Salvagni che nei giorni scorsi l’ha visitato in carcere.

Nel corso delle precedenti udienze, l’imputato ha chiesto solo in un paio di circostanze di intervenire con dichiarazioni spontanee. È accaduto quando si è parlato di una presunta crisi con la moglie Marita Comi e quando si è trovato di fronte a un imprenditore, che aveva ricordato le bugie del muratore per assentarsi dal cantiere. Anche la scorsa settimana è intervenuto mentre veniva interrogata la moglie.

I due consulenti informatici

I due consulenti informatici
(Foto by Foto Bedolis)

Bossetti non è invece mai intervenuto quando si è discusso del suo Dna nucleare, né quando sono state mostrate, durante un’udienza a porte chiuse, le immagini del corpo martoriato della ginnasta tredicenne di Brembate Sopra.

Cosa dirà dunque Bossetti? Come potrà difendersi di fronte alle accuse che gli vengono mosse? Va anche precisato che le norme processuali prevedono che l’esame abbia luogo solo su richiesta o consenso dell’interessato. Il mancato consenso non può essere valutato dal giudice in senso negativo, perché è una scelta che attiene alla strategia difensiva.

L’imputato inoltre non è vincolato all’obbligo di rispondere secondo verità, né è imputabile di falsa testimonianza. Dire il falso può, però, comportare conseguenze dal punto di vista processuale.

Intanto la Corte ha deciso di non prendere in considerazione il materiale presentato dalla difesa e tratto da Wikileaks, organizzazione no profit che mette allo scoperto documenti riservati, riguardante il processo Bossetti. Il materiale presentato da Salvagni e Camporini è stato ritenuto «non pertinente alla materia».

Nel frattempo sono stati nominati i due nuovi consulenti della difesa: Giovanni Bassetti e Luigi Nicotera, mentre lo stesso avvocato Camporini ha chiesto l’analisi dei reperti: dagli indumenti di Yara Gambirasio ai reperti fotografici. Si oppone Letizia Ruggeri: la richiesta, secondo la pm, è ormai tardiva. Anche se questo la Corte si riserva di decidere nei prossimi giorni.


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