Scalo merci in stazione: sgominata banda che controllava lo spaccio di droga
La zona dello scalo merci della stazione di Bergamo, piazza dello spaccio

Scalo merci in stazione: sgominata banda
che controllava lo spaccio di droga

Concluse le indagini preliminari nei confronti di nove soggetti, di nazionalità, maghrebina. I particolari dell’operazione «Binario morto».

Gestivano a vario titolo lo spaccio nella stazione di Bergamo e nella zona dello scalo merci: si è conclusa con l’emanazione di nove avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altrettanti extracomunitari, di origine maghrebina, l’operazione antidroga «Binario morto» della Polizia di Stato.

L’attività investigativa della sezione antidroga della Squadra Mobile è partita due anni fa, a inizio 2018, e ha documentato lo spaccio di eroina, cocaina e hashish all’interno della stazione ferroviaria di Bergamo, nell’area della ribalta merci. I maghrebini gestivano lo spaccio rivolto in particolare a italiani, residenti in città o nell’hinterland, che frequentano la zona della stazione e che spesso assumevano in loco le sostanze stupefacenti.

I primi arresti in flagranza di reato sono scattati nell’ottobre 2018 nei confronti di quattro maghrebini. Fondamentali le perquisizioni domiciliari in due appartamenti in via Gambirasio e in via Borgo Palazzo: nel primo appartamento sono stati trovati 200 grammi di eroina e 100 grammi di cocaina oltre a 11 mila euro nascosti nell’armadio tra i vestiti e tre bilancini di precisione. Nella casa di un tunisino in via Borgo Palazzo 90 sono stati invece trovati 38 grammi di hashish, 41 mila euro. Da qui è stato poi possibile individuare la rete dello spaccio in stazione.

Durante l’attività investigativa è emerso anche che gli spacciatori approfittavano della debolezza psicologica dei tossicodipendenti pronti a ricorrere a vari espedienti pur di procurarsi la dose: una donna 40enne tossicodipendente, per esempio, ha rivelato di essersi prostituita per acquistare eroina. Sempre in stazione nell’aprile 2018 i maghrebini si sono resi protagonisti di una violenta aggressione e un brutale pestaggio tra connazionali per controllare l’area dello spaccio. Un tunisino, M. A., è stato gravemente malmenato da due fratelli sempre tunisini, H.A.S. e H.A., riportando la frattura pluriframmentaria dell’estremo distale della clavicola e 50 giorni di prognosi.

Tutta l’attività di indagine è poi confluita in una comunicazione di notizia di reato, depositata dalla Squadra Mobile nell’aprile del 2019 nei confronti di 11 soggetti, responsabili, a vario titolo, dei reati di detenzione, trasporto, vendita e cessione di sostanza stupefacente del tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana, nonché di porto abusivo di oggetti atti ad offendere, rapina e lesioni aggravate.

Nella mattinata di venerdì 21 febbraio è stato emesso dalla Procura della Repubblica un avviso di conclusione indagini preliminari nei confronti di nove soggetti: M. M. (Tunisia, 1989), pregiudicato per reati in materia di stupefacenti; H. A. S. ( Tunisia, 1996), con precedenti di Polizia in materia di stupefacenti; H. A. (Tunisia, 1996), con precedenti di Polizia in materia di stupefacenti; A. B. (Libia, 1996), con precedenti di Polizia in materia di stupefacenti; A. K. N. (Libia, 1985), con precedenti di Polizia in materia di stupefacenti; L. A. (Marocco, 1985), con precedenti penali e di Polizia in materia di stupefacenti; M. A. (Tunisia, 1974), con precedenti penali e di Polizia prevalentemente in materia di stupefacenti; A. Z. (Tunisia, 1985), con precedenti penali e di Polizia prevalentemente in materia di stupefacenti; N. K. (Tunisia, 1988), con precedenti penali e di Polizia prevalentemente in materia di stupefacenti.


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