Covid. Cala l’incidenza in Provincia, ma in sei ambiti territoriali torna a salire - Mappa e dati

I dati In sette giorni in Bergamasca si registra un decremento della curva pandemica, ma la discesa è rallentata da alcuni territori in cui il dato è tornato a crescere. L’analisi dell’Ats e i possibili motivi.

Il tasso di incidenza nella settimana 2- 8 marzo 2022 è pari a 174 nuovi casi per 100.000 abitanti (ovvero 1,74 per 1.000, nella metrica utilizzata a livello di singoli comuni), contro i 182 della scorsa settimana, i 251 di due settimane fa, i 366 di tre settimane or sono e i 624 di un mese fa ed infine i 1.147 di cinque settimane fa.

Questa settimana i dati di incidenza confermano il rallentamento della discesa della curva già rilevato, in maniera meno marcata, la scorsa settimana . Lo scostamento rispetto alla precedente settimana è infatti pari a -92 nuovi casi assoluti negli ultimi 7 giorni, pari a -4,5% rispetto alla settimana precedente (contro i -773 nuovi casi assoluti, pari a -27,5% la scorsa settimana).

Zucchi: «Le persone devono rendersi conto che il virus non è scomparso»

Nella settimana osservata, la media settimanale dei casi incidenti scende ulteriormente ed è pari a 279 contro i 292 della scorsa settimana e i 402 di due settimane fa . Per quanto concerne il territorio provinciale, anche questa settimana nessun Ambito Territoriale risulta essere Covid free. A differenza delle precedenti settimane, dove si rilevava pressoché in tutti gli Ambiti, un decremento nei numeri e nei tassi di incidenza, nella settimana osservata sono ben 6 gli Ambiti territoriali che, pur mantenendo tassi di incidenza contenuti, presentano valori in incremento (Grumello +26,9%, Romano di Lombardia +10%, Seriate +8,9%, Dalmine +4,5%, Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve +2,4%, Valle Seriana +1,1%).

Nella settimana osservata i territori con tassi di incidenza superiori alla media provinciale (174 nuovi casi per 100.000 abitanti) risultano essere : Alto Sebino (2,57 nuovi casi incidenti negli ultimi 7 giorni ogni 100.000 ab., pari a -4,9% rispetto alla settimana precedente), Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve (204, +2,4%), Seriate (202, +8,9%), Valle Seriana (196, +1.1%), Isola Bergamasca (189, -6,8%). Sostanzialmente in linea al tasso provinciale risultano essere gli Ambiti di Bergamo (175, -14,9%), di Treviglio (172, -8,9%) e di Dalmine (171, +4,5%). Gli Ambiti Territoriali con tassi inferiori alla media provinciale sono: Monte Bronzone - Basso Sebino (89 nuovi casi negli ultimi 7 giorni ogni 100.000 ab, - 6,5% rispetto alla settimana precedente), Valle Brembana (113, -32,4%), Valle Cavallina (135, -17,8%), Romano di Lombardia (154, +10%), Valle Imagna e Villa d’Almè (159, -18,3%), Grumello del Monte (167 nuovi casi negli ultimi 7 giorni ogni 100.000 ab, +26,9% rispetto alla settimana precedente).

Figura 1 Tasso incidenza per 100.000 abitanti

I dati Comune per Comune

I Comuni con 0 (zero) nuovi casi sono 48, pari al 19,8% sul totale dei comuni bergamaschi (erano a 33 la scorsa settimana ed a 31 due settimane, 23 tre settimane): 21 afferenti all’Ambito Valle Brembana (Averara, Blello, Camerata Cornello, Carona, Cornalba, Costa Serina, Cusio, Foppolo, Isola di Fondra, Mezzoldo, Moio de’ Calvi, Olmo al Brembo, Ornica, Piazzolo, Roncobello, Santa Brigida, Taleggio, Valleve, Valnegra, Valtorta e Vedeseta), 7 all’Ambito Valle Imagna e Villa d’Almè (Brumano, Capizzone, Corna Imagna, Costa Valle Imagna, Locatello, Rota Imagna e Strozza), 6 all’Ambito Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve (Azzone, Colere, Oltressenda Alta, Piario, Premolo, Valbondione), 5 all’Ambito di Monte Bronzone e Basso Sebino (Adrara San Rocco, Gandosso, Parzanica, Viadanica, Vigolo) , 4 all’Ambito Valle Cavallina (Berzo San Fermo, Borgo di Terzo, Vigano San Martino, Zandobbio), 3 all’Ambito Romano di Lombardia (Fara Olivana con Sola, Isso, Pumenengo), 1 all’Ambito Alto Sebino (Fonteno) e 1 a quello dell’Isola Bergamasca (Solza).

Figura 2 Mappa incidenza per Comuni della provincia di Bergamo

In sintesi, nella settimana osservata si rileva, in linea con l’andamento nazionale, un più rilevante rallentamento della discesa della curva epidemica relativa ai valori di incidenza, che avvicina la curva ad una situazione di stasi. In merito alle possibili motivazioni su questo rallentamento, Alberto Zucchi, Direttore del Sea di Ats Bergamo dichiara: «Cosa può aver determinato l’attuale rallentamento della decrescita? Certamente non si può affermare che stia iniziando una nuova ondata epidemica; potrebbe essere un aumento temporaneo, anche legato a fisiologiche fluttuazioni statistiche del trend di incidenza sul breve periodo, che a breve auspichiamo si normalizzerà . Quando si manifestano questi segnali, tuttavia, è utile attivare tutte le precauzioni necessarie, ormai note. Le persone devono rendersi conto che il virus non è scomparso , da qui purtroppo la necessità sull’uso delle mascherine, l’igienizzazione delle mani, l’areazione degli ambienti,l’evitare gli assembramenti soprattutto nei luoghi chiusi.

Rallentamento della decrescita? «Potrebbe essere un aumento temporaneo che a breve auspichiamo si normalizzerà»

Quando siamo arrivati a più di 4.000 casi giornalieri a gennaio (con il picco di 4.709 casi il 6 gennaio), le persone hanno certamente adottato un atteggiamento più precauzionale . In queste ultime settimane, invece, la sensazione è che si sia allentato quell’atteggiamento di prudenza comportamentale . La meteorologia, inoltre, non ci sta aiutando: dopo una parvenza di temperature primaverili che è perdurata parecchio, gli abbassamenti degli ultimi giorni, riportandoci in pieno inverno, certamente hanno favorito le occasioni di contagio. Per di più, le situazioni di aggregazione legate alle feste di Carnevale e alle diverse manifestazioni di pace, hanno certamente giocato un ruolo, difficile da quantificare, ma indubbiamente presente.»

La sensazione è che si sia allentato quell’atteggiamento di prudenza comportamentale

«Come valutare gli ulteriori allentamenti previsti delle misure di contenimento? -prosegue Zucchi- La diminuzione degli obblighi, che appare ormai in dirittura di arrivo, anche e soprattutto per il continuo decremento delle ospedalizzazioni, dovrebbe essere introdotta parallelamente ad una spinta comunicativa importante, su tutti i livelli, di quanto resta opportuno mantenere autonomamente le principali misure di precauzione. La coscienza delle responsabilità dell’individuo. Possiamo allentare le restrizioni solo se riusciamo ad aumentare questa crescita del senso di responsabilità. Il pericolo consiste nel rischio che, togliendo gli obblighi, il senso di responsabilità individuale, anche per i ben comprensibili motivi di stanchezza psicologia, diminuisca. Ciò inoltre implica che l’impressione di prossima chiusura della campagna vaccinale sia da smentire: la campagna vaccinale non va abbandonata, sia in quelle classi di età (come i bambini tra i 5 e gli 11 anni) in cui il contagio tende a proliferare maggiormente, sia continuando a spingere i “refrattari” ad iniziare il ciclo vaccinale, per proteggere sé stessi e gli altri. Inoltre, la vaccinazione con la quarta dose sui soggetti portatori di fragilità cliniche va pubblicizzata e sostenuta.»

In termini di impatto sui ricoveri, fortunatamente, non si evidenziano, al momento, variazioni significative sulla diminuzione dei ricoveri ordinari

In termini di impatto sui ricoveri, fortunatamente, non si evidenziano, al momento, variazioni significative sulla diminuzione dei ricoveri ordinari , né su quello delle terapie intensive (cfr figura 4). Il monitoraggio di Ats prosegue giornalmente, perché è noto che gli impatti sui ricoveri tendono ad esserci dopo circa una settimana successivamente agli aumenti di incidenza.

Commento ai dati a cura di Alberto Zucchi, Elvira Beato, Roberta Ciampichini, Giacomo Crotti del Servizio Epidemiologico Aziendale- Ats Bergamo

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