Dall’obbligo alla semplice raccomandazione. Mascherine, la data è il 1° maggio

Mascherine al chiuso, cambiamenti in vista dal 1º maggio. Ma siamo ancora alle ipotesi. Il Covid è ancora realtà, dunque l’addio totale non è scontato. Deciderà il governo a ridosso della fatidica data.

Dall’obbligo alla semplice raccomandazione. Mascherine, la data è il 1° maggio

Dall’obbligo alla semplice raccomandazione per l’uso della mascherina. Dal primo maggio sarà questa, molto probabilmente, la nuova indicazione del governo, ma con alcune eccezioni: sui mezzi di trasporto, dai treni agli aerei, l’utilizzo obbligatorio delle mascherine dovrebbe infatti restare. Una prudenza necessaria, vista l’ancora elevata circolazione del virus con i dati di oggi che ci riportano di nuovo vicini ai 100mila casi, anche se le previsioni per l’estate sono positive e continuano a diminuire i ricoveri per Covid-19 negli ospedali italiani. Arrivano intanto i primi risultati positivi dai test per il vaccino «combo» Covid-influenza di Novavax.

Ad indicare la linea sul futuro delle mascherine per il contrasto al Covid è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: «Sono convinto che passare da un obbligo di mascherina al chiuso a una raccomandazione possa essere la scelta giusta, magari mantenendole in alcuni luoghi come i mezzi di trasporto».

Sui mezzi di trasporto

Ed una conferma arriva dal ministro dei Trasporti Enrico Giovannini. Dell’obbligo di mascherine sui mezzi di trasporto, ha annunciato, «ne stiamo parlando con il ministro Speranza e gli altri ministri. Adesso vedremo cosa decideremo ma non c’è dubbio che purtroppo dobbiamo ancora tenere alcuni elementi di sicurezza perché il virus continua a circolare». Sulla stessa linea anche il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, mentre invita alla prudenza Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, secondo il quale dire «togliamo mascherine, togliamo il Green pass, la pandemia è finita porterà a una sottovalutazione del rischio che ci disilluderà. Meglio essere prudenti ora per arrivare preparati in autunno». Ha invece deciso per una linea più dura il Vaticano, che protrae l’obbligo del Green Pass rafforzato fino a nuove disposizioni per tutto il personale e i partecipanti a convegni e seminari.

I dati nazionali

Che la situazione resti ancora di allerta lo indicano anche i numeri del bollettino quotidiano del ministero della Salute: tornano infatti a sfiorare quota 100mila i nuovi positivi, con 99.848 contagi nelle ultime 24 ore (dati indicati dal Ministero mercoledì 20 aprile). Le vittime sono invece 205, in aumento rispetto alle 127 registrate martedì. Il tasso di positività è al 16,3%, in aumento rispetto al 15,6% di martedì. Migliora invece la situazione negli ospedali: sono 413 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 9 in meno rispetto a ieri, mentre i ricoverati nei reparti ordinari sono 10.207 (-7).

Anche su base settimanale, come emerge dalla rilevazione degli ospedali sentinella della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso) relativa al periodo 12-19 aprile, per la seconda settimana consecutiva i ricoveri per Covid nei reparti ordinari segnano un calo del 5,3% e nelle rianimazioni si osserva una riduzione del 6,9%. Alla luce di questi dati, il presidente Fiaso, Giovanni Migliore, osserva che «siamo in una fase di calo dei ricoveri piuttosto netta». A questo dato positivo se ne contrappone, però, uno negativo: ad oggi, solo il 10% degli immunodepressi ha fatto la quarta dose del vaccino anti-Covid. Da qui il monito degli esperti a incentivare questa fase della campagna vaccinale rivolta ai soggetti più fragili.

Un vaccino unificato Covid-influenza

Intanto l’azienda Novavax, presentando i risultati delle sperimentazioni iniziali di vaccino combinato, ha annunciato che la combinazione in un’unica formula dei vaccini contro il Covid e l’influenza è «fattibile, induce reazione immunitaria ed è ben tollerata». E, a breve, sarà disponibile nelle farmacie l’antivirale orale Paxlovid. È stato infatti siglato il protocollo d’intesa tra ministero, Aifa e Fedefarma e si potrà presto trovare il farmaco - autorizzato per il trattamento precoce del Covid-19 - presso le farmacie dietro presentazione di apposita ricetta medica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA