Delitto di Colognola, inchiesta archiviata Il killer di Daniela Roveri resta senza nome
La Scientifica sul luogo del delitto, in via Keplero a Bergamo

Delitto di Colognola, inchiesta archiviata
Il killer di Daniela Roveri resta senza nome

La manager di 48 anni fu assassinata a coltellate nell’androne del condominio dove viveva, a Colognola, nel dicembre di tre anni fa. Battute tutte le piste, ma mai un indagato. Ma c’è il Dna.

Cala il sipario, almeno dal punto di vista formale, sul delitto di Colognola. È stato archiviata, infatti, l'inchiesta sull’omicidio di Daniela Roveri, la manager di 48 anni uccisa a coltellate il 20 dicembre di tre anni fa nell’androne del suo palazzo di via Keplero a Bergamo, quartiere Colognola. Il pubblico ministero Fabrizio Gaverini, dopo due anni di proroga delle indagini, ha chiesto e ottenuto l'archiviazione.

Daniela Roveri

Daniela Roveri

Certo, se in futuro dovesse emergere qualche elemento di rilievo, l’inchiesta verrebbe riaperta, ma per ora è finita su un binario morto, nonostante gli enormi sforzi degli investigatori. Un delitto che resta avvolto nel mistero: molte le piste battute (dalla rapina al movente passionale, dagli screzi tra vicini a eventuali problemi in ambiente lavorativo), centinaia i testimoni ascoltati, ma mai un indagato. Chi ha ucciso Daniela Roveri resta ancora senza volto: c’è il suo Dna, rimasto sotto le unghie delle vittima. Traccia fondamentale nel caso in cui dovesse essere individuato un sospetto. Peraltro questo Dna è tornato «attuale» da quando, qualche giorno fa, la difesa di Antonio Tizzani, accusato dell’omicidio della moglie Gianna Del Gaudio, ha chiesto di acquisire gli accertamenti scientifici del fascicolo Roveri. La Corte deciderà giovedì 19 dicembre.

IL DELITTO

Daniela Roveri, dirigente dell’«Icra Italia» di San Paolo d’Argon, venne uccisa con una coltellata alla gola alle 20,30 del 20 dicembre 2016 mentre rientrava dalla palestra. Venne aggredita alle spalle, immobilizzata e colpita con un solo fendente, preciso e molto profondo. Il lavoro di un professionista – hanno sempre pensato gli inquirenti – perché fatto a regola d’arte. Senza lasciare tracce, senza far sanguinare la ferita, se non con il cadavere a terra. Senza che alcuna telecamera potesse riprendere qualcosa di utile a chi indaga. La borsa di Daniela sparì con all’interno il cellulare.

L’androne dove venne aggredita la vittima

L’androne dove venne aggredita la vittima

Il complesso condominiale di via Keplero

Il complesso condominiale di via Keplero


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