Emergenza nelle scuole: servono 2.860 supplenti: «Precarietà strutturale»
L’ALLARME. La maggior parte sono docenti di sostegno: 1.881, ben 869 alla primaria. Cisl: «Un film che si ripete». Cgil: «Non c’è continuità». Uil: «Troppo organico di fatto».
Lettura 3 min.Scuole di nuovo in emergenza, quando mancano meno di due settimane all’avvio del nuovo anno. Lo denunciano i sindacati, presentando i dati relativi alle cattedre scoperte, con particolare attenzione ai posti destinati al sostegno degli studenti con disabilità e ai precari.
Secondo Flc Cgil Bergamo sono 2.860 i posti disponibili (e 4.230 spezzoni orari) su tutti i gradi, di cui 1.881 sono riservati ai docenti di sostegno. Nello specifico, 135 le cattedre scoperte all’infanzia, 1.129 alla primaria, 737 alla secondaria di primo grado e 839 alla secondaria di secondo grado. Disponibili poi 20 posti per educatori nei convitti.
Emergenza alle elementari
L’emergenza più grande è alle elementari, e il quadro non muta considerando i posti del sostegno: sono ben 869 quelli scoperti alla primaria, contro i 106 dell’infanzia, i 514 della secondaria di primo grado e i 392 della secondaria di secondo grado. Ma è emergenza anche per il personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario): 580 posti da coprire, che diventano quasi 700 considerando gli spezzoni orari.
«Siamo messi male, la gestione è fallimentare – commenta Fabio Cubito, segretario generale della Flc Cgil Bergamo –. Considerando gli spezzoni orari, tra docenti e personale Ata ci sono più di 4.000 lavoratori precari. Oltre 20 scuole sono in reggenza, 33 hanno un Dsga (Direttore dei servizi generali e amministrativi) facente funzione». Complessa la situazione dei docenti di sostegno: «C’è sempre meno continuità per gli studenti disabili. I docenti specializzati mancano soprattutto alla primaria, si dovrà ricorrere a persone senza specializzazione. Nonostante i proclami siamo sempre punto e a capo».
Uil Scuola Bergamo riassume così il quadro delle nomine dei docenti a tempo determinato: «Precarietà strutturale». «L’analisi complessiva della tipologia di contratto – spiega il sindacato – rivela una forte dipendenza della copertura dei posti dal personale a tempo determinato, con una netta prevalenza di contratti fino al termine delle attività didattiche (organico di fatto) rispetto a quelli annuali (organico di diritto)». I numeri: ben il 64,7% dei posti assegnati lunedì 31 agosto (1.410 posti) riguarda supplenze fino al 30 giugno, mentre un altro 19,4% è destinato a spezzoni orari (422 posti). «La sproporzione a favore dei contratti al 30 giugno certifica l’uso smodato dell’organico di fatto», privando «i lavoratori della retribuzione dei mesi estivi, gravando sulle casse dell’Inps, dal momento che questi richiederanno l’indennità di disoccupazione, e perpetuando la discontinuità didattica».
Le nomine sul sostegno nella scuola primaria, prosegue la Uil, sono «una fetta importante dell’intero volume di nomine effettuate. In data 31 agosto infatti, 964 nomine su 2.179 (44,2%) riguardano il sostegno». E l’89,3% ha un contratto fino al 30 giugno. Un dato che «evidenzia la drammatica carenza di posti assegnati sull’organico di diritto e l’insufficienza di docenti specializzati per la scuola». Per la secondaria di primo grado ma soprattutto per quella di secondo grado, invece, c’è un «alto numero di specializzati» a fronte di un «basso numero di posti disponibili. Infatti, molti specializzati a oggi si ritrovano senza incarico. Inoltre è diventato davvero difficile per un docente di sostegno di scuola secondaria stabilizzarsi, nonostante le ingenti somme di denaro investite per partecipare ai percorsi abilitanti». Sempre sul sostegno, è stata indetta da un paio d’anni una procedura che permette alle famiglie di richiedere la conferma del docente: in provincia risultano altri 504 posti di sostegno a tempo determinato suddivisi sui vari ordini di scuola.
Gli altri contratti
C’è poi il tema dei contratti su spezzone orario, 422 quelli assegnati il 31 agosto. «L’elevata incidenza degli spezzoni (fino al 60% in alcune classi di concorso) produce frammentazione dell’orario di cattedra e sotto occupazione. I docenti si trovano costretti ad accettare spezzoni o a completare l’orario su più plessi o scuole diverse, affrontando spese di spostamento a fronte di stipendi ridotti».
Secondo Michele Gaverini, responsabile provinciale Uil Scuola, è fondamentale trasformare le cattedre «assegnate in organico di fatto in posti in organico di diritto, estendendoli a tutti gli effetti al 31 agosto, quindi rendendoli disponibili per immissioni in ruolo». Serve «un piano straordinario di assunzioni sul sostegno che permetta di stabilizzare i docenti in possesso della specializzazione attingendo direttamente dalle graduatorie». E, contro il lavoro povero, «un netto incremento degli stipendi di docenti e personale Ata» e «misure di welfare abitativo e sociale, indispensabili per supportare chi, lontano dalle proprie reti sociali di provenienza, affronta l’ormai noto e gravoso problema del carovita».
Paola Manzullo, responsabile del settore Scuola della Cisl di Bergamo, parla di «un film che si ripete ogni inizio settembre, nonostante tutti i concorsi effettuati. Per il sostegno nemmeno con i corsi Indire è stato posto rimedio alla situazione. Finché l’organico non diventa strutturale, non riusciremo mai a coprire tutti i posti».
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