Esami di Maturità a scuola  Il prefetto: c’è preoccupazione

Esami di Maturità a scuola
Il prefetto: c’è preoccupazione

I timori di dirigenti e insegnanti sono stati al centro di un vertice. Il provveditore: il rischio contagio non si è azzerato. Il rettore: prima la sicurezza

La scadenza si avvicina e la preoccupazione cresce nel mondo della scuola. Gli Esami di Maturità in presenza sono un problema per Bergamo e la sua provincia, tanto che il tema è stato sollevato nel corso della riunione del comitato per l’ ordine pubblico e la sicurezza presieduto due giorni fa dal prefetto Enrico Ricci.

«Il tema è stato affrontato - conferma il prefetto -. Riguarda gli studenti, il personale docente e tecnico della scuola, un movimento di persone rilevante in un territorio che è stato duramente colpito dall’ epidemia di Covid-19. È evidente che c’ è preoccupazione a riguardo».

Sono stati il rettore dell’ Università di Bergamo e la dirigente dell’ Ufficio scolastico provinciale a sollevare per primi la questione. «Ci siamo ritrovati in videoconferenza per parlare della riorganizzazione dei trasporti e della didattica in vista della riapertura delle scuole, in settembre, ma non possiamo ignorare che c’ è un problema più urgente da affrontare e che riguarda gli imminenti esami di Maturità - spiega Remo Morzenti Pellegrini -. La posizione è stata condivisa da tutti nell’ ambito del comitato. Ci siamo chiesti come organizzare in poche settimane un piano di emergenza che consenta di sostenere in sicurezza gli esami di Stato nelle nostre scuole superiori ». Quasi diecimila i candidati nella Bergamasca, cui si devono aggiungere i commissari e il personale scolastico. Andranno sanificati gli ambienti, garantito il distanziamento sociale, scaglionati gli ingressi.

«E se nel corso degli esami qualcuno si ammalasse, sarebbe necessario mettere in quarantena l’ intera commissione? E allora come si procederebbe con gli esami?» si chiede il rettore, secondo il quale sostenere nella nostra provincia la Maturità in presenza «è un grosso rischio». In attesa del provvedimento ministeriale che stabilisca le linee guida da seguire, il provveditorato ha istituito un gruppo di lavoro per organizzare gli esami. «Le nostre preoccupazioni sono fondate - dice Patrizia Graziani -, nella Bergamasca non siamo ancora a rischio zero, il numero di contagiati è superiore a quello di altre province. Per consentire esami in sicurezza servirà il doppio degli spazi previsti normalmente. Se consideriamo che ogni istituto superiore ospiterà dalle cinque alle dodici commissioni, oltre agli studenti e al personale tecnico amministrativo, ci rendiamo conto di quante persone sono coinvolte in questa operazione». Il piano B, quello della Maturità a distanza, non è escluso, «ma per attuarlo è necessaria una procedura d’ urgenza che tenga conto delle peculiarità della situazione che il nostro territorio sta vive ndo. Si dovrà anche considerare l’ andamento epidemiologico. Certo il tempo stringe - conclude la dirigente - e dovessero cambiare i piani, attrezzarci per le prove in via telematica non sarà semplice».

Ecco perché è importante che le indicazioni del ministero dell’ Istruzione arrivino il prima possibile.


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