Forza Italia e ritorni a casa Dopo Piccinelli anche Pagnoncelli?
Enrico Piccinelli e Marco Pagnoncelli, qualche congresso orsono

Forza Italia e ritorni a casa
Dopo Piccinelli anche Pagnoncelli?

Il primo è già tornato, il secondo annuncia ad un quotidiano nazionale che «la fase delle riforme con Renzi è finita».

Dopo Enrico Piccinelli, Marco Pagnoncelli. È tempo di figlioli prodighi in Forza Italia, e così dopo aver lasciato il fronte azzurro, i due senatori sembrano pronti a rientrare alla corte di Silvio Berlusconi. Il primo ha già fatto ritorno, in verità, lasciando i vecchi compagni di viaggio di Ala (Alleanza liberal popolare autonomie), il movimento fondato da Denis Verdini, dove era approdato nel dicembre di 2 anni fa.

Enrico Piccinelli.

Enrico Piccinelli.

Il secondo aveva in realtà smentito l’operazione non più tardi di due settimane fa, salvo poi cambiare evidentemente idea: «Con Denis Verdini ho fatto la scelta di appoggiare il governo Renzi per sostenere le riforme. Ma ora quella fase è finita», ha spiegato a Repubblica. «Sono nato in Forza Italia, ho fatto per dieci anni il coordinatore provinciale a Bergamo. Se Berlusconi ha intenzione di costruire un unico grande centro sul modello tedesco, io ci sono. Il centro della politica italiana non può che essere Forza Italia, che storicamente ha sostituito la Democrazia cristiana».

Marco Pagnoncelli

Marco Pagnoncelli

Del resto i destini dei 2 si sono sempre incrociati nella storia bergamasca del centrodestra: basti pensare che alle ultime elezioni erano candidati a Palazzo Madama, Piccinelli in posizione 18 e Pagnoncelli in 19. Entrambi sono rimasti in attesa di illustre rinunce prima di fare l’ingresso in aula. Dalla stessa parte della barricata nel 1997, quando entrambi contribuiscono al vittorioso assalto di Gianantonio Arnoldi alla segreteria di Giorgio Jannone. Nel 2001 Arnoldi, si candida alla Camera: la strada è segnata, il suo posto lo prenderà il vice. Piccinelli, appunto. Che sarebbe anche capogruppo a Palafrizzoni, dove però finisce sotto nella conta interna agli azzurri e deve passare la mano. In Comune c’è anche Pagnoncelli, assessore alla Mobilità che - zitto zitto, quatto quatto - gli sfila un alleato dopo l’altro e pure la segreteria A Piccinelli non resta altro da fare che consolarsi con l’assessorato che fu di Pagnoncelli. Che vince anche il congresso del 2004 superando proprio Piccinelli. Poi insieme in Senato, insieme in Ala e ora pare insieme anche nel ritorno a casa.


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