«I quartieri al centro»: Pignolo, famiglie mini e nel 2021 solo 32 bebè - I dati

L’inchiesta multimediale In poco meno di vent’anni il tasso di natalità si è ridotto del 36,9%. Il 50,5% dei nuclei è di dimensione «unipersonale». E le coppie sono il 23,1%.

Qui, le famiglie numerose sono… poco numerose. Le meno numerose in assoluto: è Pignolo lo spicchio della città dove i nuclei familiari sono nel formato più ristretto, con 1,9 componenti in media (la città è a 2,1), e soprattutto il rione dove in proporzione sono meno i nuclei composti da 5 persone (tipicamente, mamma, papà e tre figli) o da 6 o più persone (i genitori e quattro o più figli). È una morfologia familiare mignon, quella del borgo disteso tra il centro e uno dei tanti imbocchi di Città Alta: su 2.483 nuclei che punteggiano il quartiere, solo 53 sono infatti composti da 5 persone (pari al 2,1% del totale dei nuclei, mentre la media cittadina è del 2,9%) e appena 10 quelli composti da 6 o più persone (lo 0,4% del totale, la media cittadina è dell’1%). Prevalgono invece le persone sole, col 50,5% dei nuclei familiari che è di dimensione «unipersonale» (oltre quattro punti percentuali sopra la media cittadina), mentre sono sotto la media le coppie (il 23,1% dei nuclei è composto da due persone, la media cittadina è del 25,3%).

Tendenza di lungo periodo

Chi sceglie di fare figli, in sostanza, ne fa pochi: sono in linea col resto di Bergamo solo le «quote» di nuclei formati da 3 persone (il 13,7% a Pignolo, la media cittadina è del 14,1%) e da 4 persone (il 10,2% a Pignolo, la media cittadina è del 10,3%). La fotografia del 2021 s’inserisce in realtà nel solco di una tendenza a lungo periodo, perché Pignolo è sempre stato un borgo con famiglie poco ampie: già nel 1987 i nuclei unipersonali erano di oltre 8 punti al di sopra della media cittadina, mentre erano più bassi della media i valori per i nuclei composti da 4 persone (13,9% a Pignolo, 17,7% la media cittadina), da 5 persone (4,2% contro il 5,3% di media cittadina) e da 6 o più persone (1,3% contro l’1,7% di media cittadina).

Gli ultimi due decenni, peraltro, hanno confermato – qui come altrove – l’inevitabile calo della natalità. Nel 2003 a Pignolo erano nati 53 bambini, pari a 10,5 nati ogni mille residenti; nel 2021 si è scesi a 32 bebè (con un boom di bambine, 23, contro i soli 9 maschi), cioè 6,6 nati ogni mille residenti. In poco meno di vent’anni, il tasso di natalità si è ridotto del 36,9%: una flessione di dieci punti percentuali più forte della media cittadina. Praticamente invariato il confronto tra 2020 e 2021, attraverso cui leggere un possibile effetto del Covid nelle scelte di vita: nel 2020 erano state infatti 31 le nascite.

Dal 1987 persi mille residenti

Non si sono ristrette solo le famiglie. Inevitabilmente, è l’intera popolazione del quartiere a mostrare numeri «limati». Come in altri spicchi centrali o storici della città, lo spopolamento è immortalato dalle statistiche: il 2021 si è chiuso a 4.813 residenti, alla fine del 1987 erano invece 5.826. In tre decenni e mezzo il borgo ha visto diminuire del 17,4% i propri cittadini, con una perdita secca di 1.013 residenti. La parabola discendente si è osservata in maniera costante dalla fine degli anni Ottanta ai primissimi anni Duemila, dopodiché l’andamento è stato lineare con minime oscillazioni.

Nuova attrattività: lo scorso anno 135 residenti si sono trasferiti altrove, ma nel quartiere sono arrivate 246 persone provenienti da altri rioni o altri Comuni

Nel 2021, primo anno post-Covid, s’è abbozzato comunque un timido recupero: 70 residenti in più, con un incremento dell’1,5% che è decisamente più marcato della media cittadina (+0,3%). Proprio lo scorso anno il saldo dei residenti al netto di decessi e nascite è stato piuttosto effervescente, a conferma di una possibile nuova attrattività: se 135 residenti si sono trasferiti altrove, nel quartiere sono invece arrivate 246 persone provenienti da altri rioni o altri Comuni. Dei 70 residenti in più guadagnati nel 2021, ben 40 sono stati di nazionalità straniera; e questo benché Pignolo abbia solo il 10,5% di abitanti stranieri, un dato decisamente sotto la media cittadina (16,6%).

Dati meno freschi, quelli legati al mercato immobiliare, ricordano la frenata patita nell’anno del Covid

Dati meno freschi, quelli legati al mercato immobiliare, ricordano invece la frenata patita nell’anno del Covid: nel 2020, segnalava l’Agenzia delle Entrate, le transazioni immobiliari sono state 60, contro le 67 del 2019; immutati però i prezzi di acquisto, appena sopra i 2.300 euro al metro quadrato. Pignolo però, insieme al viale Papa Giovanni, è l’area più ricca della città: qui nel 2020 si sono presentate dichiarazioni dei redditi in media da 39.447 euro annui pro capite, praticamente 12mila euro in più della media cittadina. È come se a Pignolo si guadagnassero mille euro in più al mese, rispetto agli altri rioni.

Ma i giovani resistono

Il dato dell’elevato numero di persone sole – un nucleo familiare su due è composto da una singola persona – va letto invece abbinandolo ai dati anagrafici. Emerge un quartiere che non è certo più vecchio della città: in quelle persone sole, dunque, c’è una quota discreta di giovani che escono dalla famiglia e riescono a trovare casa qui. Gli under 40 a Pignolo rappresentano il 39,2% della popolazione, contro il 38,7% della media cittadina, mentre gli over 60 sono il 30,4% (la media cittadina è del 31,7%). Tra l’altro, qui c’è un segno in controtendenza: nel 1987 gli under 40 a Pignolo erano meno della media cittadina, mentre gli over 60 erano di più che nel resto dei quartieri; tre decenni e mezzo dopo, il trend è ribaltato.

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