Inchiesta zona rossa Alzano-Nembro  Guardia di Finanza in Regione

Inchiesta zona rossa Alzano-Nembro
Guardia di Finanza in Regione

La Guardia di Finanza di Bergamo, su delega della Procura, sta effettuando acquisizioni in Regione Lombardia nell’ambito dell’indagine per epidemia colposa e omicidio colposo, che ha già alcuni indagati, sulla gestione del Coronavirus e che riguarda la mancata zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, l’anomala riapertura del pronto soccorso dell’ospedale di Alzano dello scorso 23 febbraio e i molti decessi nelle Rsa della Bergamasca.

Da quanto si è saputo le fiamme gialle, su delega del pool di pm guidati dal procuratore aggiunto Cristina Rota, e coordinati dal Procuratore Antonio Chiappani, stanno acquisendo supporti informatici negli uffici di coloro che hanno avuto a che fare con la prima ondata dell’epidemia che ha colpito Bergamo e la Provincia.

La Procura di Bergamo, in una nota, ha confermato che «nella giornata odierna sono in corso operazioni finalizzate all’acquisizione di materiale e supporti informatici necessari per la ricostruzione dei fatti sui quali sta indagando (...) in relazione ai problemi di diffusione dell’epidemia». «Le operazioni si sono svolte in un clima di massima collaborazione senza necessità di procedere a perquisizioni. Allo stato - conclude la nota - non si ritiene, per questioni di riservatezza, di diffondere informazioni in relazione ad eventuali iscrizioni di persone nel registro notizie di reato»

I militari della Gdf di Bergamo, delegati dalla Procura, hanno acquisito il contenuto dei cellulari e le e-mail nei computer di una serie di funzionari e dirigenti regionali, in particolare dell’assessorato al Welfare, per ricostruire le comunicazioni intercorse con i dirigenti della Asst di Bergamo Est e far luce in particolare sulla gestione dell’emergenza Covid all’ospedale di Alzano e sulla anomala chiusura e riapertura dopo poche ore del pronto soccorso dello scorso 23 febbraio.

Da quanto è stato riferito da fonti qualificate le acquisizioni, che sono avvenute in un clima di massima collaborazione, e hanno riguardato tra gli altri l’ex dg della sanità Luigi Cajazzo, ora vicesegretario generale della Regione, l’allora suo vice Marco Salmoiraghi e la responsabile dell’Unità Operativa Polo Ospedaliero Aida Andreassi.

Le acquisizioni del materiale presso la Asst sono già avvenute e nell’ambito dell’indagine per epidemia colposa e nei mesi scorsi sono state sentite e interrogate una serie di persone. L’obiettivo è ricostruire cosa è accaduto nella struttura sanitaria in quei giorni in cui l’emergenza ha cominciato a colpire la Bergamasca.

La Procura di Bergamo, nell’inchiesta sulla gestione del Coronavirus e in particolare nel capitolo che riguarda l’ospedale di Alzano ha iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto alcuni tecnici, tra i quali, l’ex dg della sanità della Lombardia, Luigi Cajazzo, l’allora suo vice Marco Salmoiraghi, e una dirigente dell’assessorato Aida Andreassi. Iscritti pure Francesco Locati e Roberto Cosentina, il primo dg della Asst di Bergamo e il secondo ex direttore sanitario.È quanto risulta all’Ansa dall’atto con cui oggi sono state effettuate le acquisizioni che hanno riguardato anche l’assessore al Welfare Giulio Gallera, il quale non è indagato.


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