Mascherine e febbre, ecco le regole per il lavoro

Le decisioni Stop all’obbligo generalizzato di mascherina, sì all’individuazione dei lavoratori più a rischio da proteggere con la Ffp2 e alle valutazioni delle singole aziende. Il protocollo sulle misure anti-contagio nei luoghi di lavoro si rinnova fino al 31 ottobre all’insegna di un allentamento, nonostante il colpo di coda del virus.

Mascherine e febbre, ecco le regole per il lavoro

Non si parla più esplicitamente di obbligo tout-court di mascherine (il vecchio protocollo invece lo esplicitava): ferme restando le norme per i settori dove comunque è vincolante la Ffp2 (sanità, trasporti), nel documento si legge che la mascherina «rimane un presidio importante». Mercoledì in Bergamasca risultavano 5.019 cittadini in isolamento obbligatorio perché positivi, si stima che il 70% dei positivi sia in età lavorativa. Un impatto ancora ridotto nei luoghi di lavoro, seppur in costante crescita e destinato ad aumentare almeno sino a metà luglio.

Prevista poi la sanificazione periodica dei locali e delle postazioni di lavoro. Stabilita inoltre nelle misure che resteranno in vigore fino alla fine di ottobre prossimo, la necessità di ingresso e uscite scaglionate se possibile e la ventilazione continua dei locali.

L’attuale Protocollo, tiene a sottolineare il ministero del Lavoro è «più snello e contiene una serie di misure di prevenzione che tengono conto dell’evoluzione della situazione pandemica: è una semplificazione importante del quadro di regole ma non è un liberi tutti, considerata l’impennata dei contagi di questi giorni». È previsto che il datore di lavoro assicuri la disponibilità di FFP2 al fine di consentirne a tutti i lavoratori l’utilizzo. Inoltre l’azienda, su specifica indicazione del medico competente o del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, sulla base delle specifiche mansioni e dei contesti lavorativi sopra richiamati, individua particolari gruppi di lavoratori ai quali fornire adeguati dispositivi di protezione individuali (FFP2), che dovranno essere indossati, avendo particolare attenzione ai soggetti fragili.

Prevista poi la sanificazione periodica dei locali e delle postazioni di lavoro. Stabilita inoltre nelle misure che resteranno in vigore fino alla fine di ottobre prossimo, la necessità di ingresso e uscite scaglionate se possibile e la ventilazione continua dei locali.

Nessun cambiamento per le norme contro il Covid e la tutela dei lavoratori fragili nella pubblica amministrazione. «Le indicazioni delle Funzione Pubblica non sono infatti cambiate», ha fatto sapere in una nota il ministero guidato da Renato Brunetta. E per il futuro il ministro del lavoro Andrea Orlando, ha spiegato di ritenere che «lo smart working non sarà usato come nei mesi del lockdown», ma che comunque sarà utilizzato più di quanto avveniva prima. Le misure aggiornate, s’inseriscono in un contesto profondamente mutato rispetto a qualche settimana fa, che non interessa solo l’Italia. Tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) si aspetta «alti livelli» di Covid-19 quest’estate in Europa e ha chiesto un attento monitoraggio del virus dopo che i casi giornalieri sono triplicati nell’ultimo mese. Nel nostro Paese molti degli indici sono in rialzo.

Il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe rileva «un’impennata» di nuovi casi settimanali, che in 7 giorni, è stata del 50,4%, andata di pari passo a una crescita del 24% dei tamponi effettuati, quasi 55mila casi al giorno mentre sono oltre 770mila gli attualmente positivi, un numero «largamente sottostimato per il massiccio utilizzo dei tamponi fai-da-te», sottolinea il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. Una crescita che si riflette sul fronte ospedaliero, facendo segnare un rialzo settimanale del 25,7% dei ricoveri in area medica e del 15% in terapia intensiva. Ma a crescere, del 16,3%, sono anche i decessi.

Il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe rileva «un’impennata» di nuovi casi settimanali, che in 7 giorni, è stata del 50,4%, andata di pari passo a una crescita del 24% dei tamponi effettuati, quasi 55mila casi al giorno mentre sono oltre 770mila gli attualmente positivi, un numero «largamente sottostimato per il massiccio utilizzo dei tamponi fai-da-te»

Salgono di un punto in 24 ore e tornano al 10% i posti letto nei reparti ospedalieri di area medica, occupati da pazienti con Covid-19, toccando il 24% in Umbria, secondi i dati dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) relativi al 29 giugno 2022. Resta ferma al 3% l’occupazione nelle terapie intensive, ampiamente sotto il livello d’allerta. E resta elevato anche il numero dei casi giornalieri: 83.274 in 24 ore (ieri 94.165) rilevati per mezzo di 296.030 tamponi, tra antigenici e molecolari, con il tasso di positività al 28,1%, rispetto al 26,36% di ieri. Le vittime sono 59, una in meno. I pazienti in terapia intensiva sono 261, 13 in più. I ricoverati nei reparti ordinari sono 6.592, in aumento di 338.Intanto sul fronte dei vaccini BioNtech e Pfizer avvieranno nella seconda metà dell’anno sperimentazioni su un nuovo vaccino pan-coronavirus contro più coronavirus o diverse varianti. Inoltre è stato documentato il primo caso di trasmissione del virus SarsCoV2 da un gatto a un essere umano nel sud della Thailandia, dove il felino di una famiglia positiva al Covid avrebbe contagiato la veterinaria starnutendole in faccia.

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