Torino, tenta di sgozzare la compagna Nel 2008 uccise la fidanzata a Bergamo

Torino, tenta di sgozzare la compagna
Nel 2008 uccise la fidanzata a Bergamo

La donna aggredita con una bottiglia: voleva lasciarlo. Safi Mohamed, tunisino di 36 anni, è stato arrestato a Torino per tentato omicidio. La vittima sfregiata al volto: ha subìto un intervento di due ore all’ospedale «Maria Vittoria». Il precedente a Bergamo.

L’aggressione nella notte tra venerdì 18 ottobre e oggi, in strada. L’uomo ha colpito con una bottiglia di vetro la compagna, che voleva lasciarlo dopo avere scoperto che nel 2008 aveva ucciso a Bergamo la fidanzata ventunenne. Detenuto alle Vallette, usufruiva di un permesso lavoro.

L’aggressione intorno all’una della scorsa notte. I due si erano visti nel quartiere Barriera di Milano ed erano saliti sul un tram della linea 4 per andare a casa della donna. Una volta scesi dal tram, l’uomo ha gettato a terra e si è avventato sulla compagna con una bottiglia di vetro, cercando di sgozzarla davanti agli sguardi impietriti dei passanti, che hanno chiesto aiuto. L’uomo ha cercato di scappare, ma è stato fermato in via Leini dalla polizia, che aveva circondato la zona.

La relazione tra i due era iniziata circa sei mesi fa ,ma, quando la compagna aveva scoperto su Internet i precedenti del tunisino, aveva deciso di lasciarlo. Il 9 giugno 2008, l’uomo aveva ucciso a Bergamo la sua fidanzata dell’epoca, Alessandra Mainolfi. L’aveva pugnalata al petto e poi aveva chiamato le Forze dell’ordine dicendo: «Ho ucciso il mio amore». Condannato a 12 anni di reclusione per omicidio (il pm aveva chiesto 15 anni), stava scontando la pena nel carcere «Lorusso e Cutugno» di Torino, dove usufruiva di un permesso per lavoro. Lavorava in un bistrot e dove rientrare alle due di notte.

La donna è stata operata all’ospedale «Maria Vittoria» di Torino. Ha subìto una brutta lesione con sezione del nervo facciale, che l’équipe del dottor Giorgio Merlino, direttore del reparto di Chirurgia plastica dell’ospedale, ha ricostruito al microscopio. «La donna ha riportato una brutta lesione dal punto di vista estetico e funzionale – spiega il dottor Merlino –. Bisognerà attendere alcuni mesi per valutarne la ripresa, perché i tempi di ricrescita nervosa sono di un millimetro al giorno». L’intervento è durato due ore e mezza. La donna è ricoverata nel reparto di Chirurgia plastica, chirurgia della mano e microchirurgia.

«Non ha mai avuto atteggiamenti violenti che potessero far prevedere quanto accaduto»: così ha commentato uno dei titolari del bistrot in cui lavora Mohamed Safi. «Lavorava in sala. Era una persona dal comportamento aperto, capace di instaurare buone relazioni che non ha mai avuto atteggiamenti aggressivi», sostiene il titolare del bistrot.


© RIPRODUZIONE RISERVATA