«Un aiuto per l’Ucraina», nuove adesioni. Raccolti 60mila euro

La solidarietà Crescono le adesioni alla sottoscrizione «Un aiuto per l’Ucraina», promossa dalla Caritas diocesana bergamasca insieme a L’Eco di Bergamo e alla Fondazione della Comunità Bergamasca.

«Un aiuto per l’Ucraina», nuove adesioni. Raccolti 60mila euro
La salvezza è un ponte, attraversarlo significa varcare la frontiera e lasciarsi le bombe alle spalle. E così un flusso continuo di donne, bambini e anziani in fuga dall’orrore della guerra ucraina
(Foto di Ansa)

Nelle scorse ore hanno dato il loro sostegno anche Ascom Confesercenti, Confindustria Bergamo e Bergamonews. L’alleanza di enti ed istituzioni del territorio si sta dunque allargando, anche in considerazione del fatto che l’emergenza sta assumendo contorni sempre più drammatici con il passare dei giorni. Sono già centinaia i profughi arrivati in provincia di Bergamo, molti di loro con mezzi propri. Anche la più piccola donazione servirà per dare una mano alla complessa macchina dell’accoglienza avviata nella nostra provincia fin dalle primissime avvisaglie di guerra. Istituzioni civili e religiose, ma anche tanti privati hanno messo a disposizione strutture e appartamenti in tutta la Bergamasca per ospitare i cittadini ucraini che arrivano ogni giorno nella nostra provincia ormai da più di una settimana.

La raccolta ha già superato quota 60mila euro e le donazioni dei bergamaschi continuano ad arrivare: le risorse serviranno per sostenere l’impegno che le comunità locali stanno profondendo in questa prima fase di emergenza, ma il timore è che l’onda lunga del bisogno scatenato dalla guerra possa durare settimane, se non addirittura dei mesi .

Istituzioni civili e religiose, ma anche tanti privati hanno messo a disposizione strutture e appartamenti in tutta la Bergamasca per ospitare i cittadini ucraini che arrivano ogni giorno nella nostra provincia ormai da più di una settimana.

«Nei giorni scorsi avevamo già lanciato un appello a tutti i nostri associati - ha detto il direttore dell’Ascom, Oscar Fusini -. Avevamo predisposto anche una locandina, in collaborazione con Confcommercio nazionale, per dire “No alla Guerra” e chiedendo ai negozianti di esporla per sensibilizzare anche i loro clienti sulla gravità di questo momento. Allo stesso tempo, abbiamo chiesto alle imprese di contribuire, secondo le loro disponibilità, attraverso un’offerta economica».

L’adesione dell’Ascom

Da subito l’Ascom aveva manifestato il proprio interesse a sostenere anche la sottoscrizione di Caritas, L’Eco di Bergamo e Fondazione della Comunità Bergamasca, per ampliare il fronte della solidarietà. «Esiste una dimensione di bisogno che purtroppo ancora non è chiara nelle sue dimensioni - ha aggiunto Fusini -. In questi giorni possiamo solo intravvedere quel che succede attraverso i telegiornali e dai primi profughi che arrivano in provincia. Ma temo che sia purtroppo la prima avvisaglia di quello che sta realmente accadendo, anche perché non appena apriranno i corridoi umanitari che consentiranno di scappare ai tanti cittadini ucraini assediati nelle loro città, vedremo davvero l’arrivo di numeri molto alti di persone in grave difficoltà».

I fondi raccolti dalla sottoscrizione «Un aiuto per l’Ucraina» serviranno anche a questo: «Dobbiamo essere pronti a fronteggiare un’emergenza che non ha precedenti - ha detto ancora il direttore dell’Ascom -. Nella storia moderna non c’è traccia di un esodo così massiccio avvenuto in così pochi giorni . È chiaro quindi che in questo momento occorre da una parte aiutare la popolazione in fuga, e dall’altro prepararci fin da ora ad uno sforzo inedito per dare una mano anche dopo a questi europei in grave difficoltà. Nel 2020, con l’emergenza Covid, Bergamo raggiunse risultati eccezionali in tema di raccolta per fare fronte all’emergenza sanitaria. Questa purtroppo è un’altra emergenza che ci cade addosso a breve distanza e che richiede un altro sforzo straordinario».

C’è anche Bergamonews

Tra i sostenitori della sottoscrizione c’è anche il quotidiano online Bergamonews: «È la prima volta che le due testate giornalistiche si sono allineate, dando prova di un’unità d’intenti, in un momento così difficile - ha detto Simona Bonaldi, amministratrice delegata di Bergamonews e vicepresidente della Fondazione della Comunità Bergamasca -. L’unione fa la forza e la forza, oggi, serve a offrire ospitalità e accoglienza a chi fugge da una guerra crudele, causa di morte e terrore. Vogliamo offrire ai bergamaschi la possibilità di prendere parte ad un grande progetto di solidarietà a favore dei rifugiati ucraini. Solo collaborando possiamo moltiplicare risorse e opportunità. In questo momento è ciò che serve e ciò che siamo impegnati a garantire».
Un altro obiettivo di «Un aiuto per l’Ucraina» è quello di sostenere le Caritas internazionali, attraverso quella italiana, che operano nelle zone di confine con l’Ucraina, in Polonia, Moldavia, Ungheria, Romania e Lituania

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