Museo storico, sguardo nuovo
Rocca, inaugurato l’allestimento

Il 17 marzo, giorno della proclamazione di Vittorio Emanuele II re d’Italia, festa dell’Unità, dell’inno e della bandiera, è giornata significativa per la riapertura del Museo storico, sezione dell’Ottocento, alla Rocca.

Il 17 marzo, giorno della proclamazione di Vittorio Emanuele II re d’Italia, festa dell’Unità, dell’inno e della bandiera, è giornata significativa per la riapertura del Museo storico, sezione dell’Ottocento, alla Rocca. Sezione intitolata a quello che ne fu, per anni, il direttore, Mauro Gelfi, morto pochi anni fa, in maniera prematura.

Un museo «rinnovato anche più profondamente di quanto ci aspettassimo», ha dichiarato il direttore Fondazione Bergamo nella Storia, Claudio Visentin, che ha condotto la cerimonia. «Un luogo importante per la comunità», sottolinea il sindaco, Franco Tentorio, che ha informato sui prossimi obiettivi:«Ristrutturazione della parte muraria nella zona della torre di difesa, per un costo di 280 mila euro». Apertura del cantiere agosto, fine lavori dicembre. Un modo per impedire le attuali infiltrazioni d’acqua e restituire alla città la vista panoramica della città bassa.

2014 e 2015, continua Tentorio, sono anni di «importanti anniversari», dello scoppio della prima guerra mondiale. «Sarebbe importante riuscire a dare un primo, significativo avvio al Museo del Novecento. Abbiamo a disposizione un pezzo di grande suggestione come l’aereo di Antonio Locatelli, che è già una prima pietra». Attualmente, l’aereo è in mostra al museo Tino Sana di Almenno San Bartolomeo.

«È stato realizzato un rinnovamento assai ampio», conferma Emilio Moreschi, amministratore delegato Fondazione Bergamo nella Storia. Rinnovamento che recepisce «donazioni, depositi e prestiti di istituzioni e privati acquisiti dal museo dal 2003 ad oggi». Con ciò «ci si allontana dall’originaria impronta “risorgimentale”, per muovere verso un museo del territorio, che tenga conto anche di economia, cultura, fattori sociali e urbanistici». C’è una «linea di continuità» con l’allestimento del Museo del ’500 nell’uso delle tecnologie più moderne, grazie a nuove installazioni Blackberry e Samsung.

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