Non solo nel Giorno della Memoria, il ricordo è «diffuso». Spettacolo a Bergamo e in 17 città italiane

Non solo nel Giorno della Memoria, il ricordo è «diffuso». Spettacolo a Bergamo e in 17 città italiane

Mercoledì 5 maggio alle 18 nella scia delle celebrazioni per il centenario della nascita di Gianfranco Maris, deportato politico a Mauthausen e uno dei grandi testimoni italiani degli scempi nazisti, è in programma uno spettacolo che andrà in «scena» in 17 città italiane.

A gennaio per celebrare il Giorno della Memoria Moni Ovadia era stato nell’ex carcere di Sant’Agata e aveva letto alcuni passi del libro scritto da Gianfranco Maris, partigiano e deportato politico milanese che era stato imprigionato, anche a Bergamo, prima di essere stato trasportato a Mauthausen.

Guarda il servizio di Bergamo Tv sullo spettacolo di Moni Ovadia.

Isrec, Comune di Bergamo e Maite si sono uniti all’organizzazione di un evento nazionale organizzato in occasione dell’anniversario della liberazione di Mauthausen: il 5 maggio alle ore 18.00 nella scia di Gianfranco Maris le 19 attrici del Collettivo Progetto Antigone, coordinate da Radio Popolare, portano la voce della deportazione politica in 17 città italiane, a Parigi e in collegamento con Mauthausen.

Anche Bergamo il ricordo diffuso si terrà nella mostra in allestimento all’ex carcere di Sant’Agata in diretta su Radio Popolare dalle 17.

L’ex carcere di Sant’Agata in Città Alta visto dall’alto

L’ex carcere di Sant’Agata in Città Alta visto dall’alto

Ecco i dettagli dell’evento.

Nel Centenario di Gianfranco Maris, la Fondazione Memoria della Deportazione promuove un’iniziativa diffusa per ricordare la deportazione politica italiana.

Il 5 maggio 2021, anniversario della liberazione del campo di Mauthausen, un coro di voci femminili attraversa l’Italia e l’Europa per ricordare le storie di uomini e donne che pagarono con la deportazione nei Lager il loro impegno per la pace, la giustizia e la libertà.

Il 5 maggio 2021, all’interno delle celebrazioni per il centenario della nascita di Gianfranco Maris, la Fondazione Memoria della Deportazione propone l’iniziativa “Una tensione che dura tutta la vita”, un evento di letture diffuso su tutto il territorio nazionale e in alcune città europee per a dare voce alla deportazione politica e alla sua ricchezza umana e culturale.
Così come nella primavera del 1945 i nomi dei deportati sopravvissuti arrivarono nelle case degli italiani via radio, anche oggi, grazie alla collaborazione con Radio Popolare, la radio si fa portatrice di nomi, racconti e testimonianze: alle 18.00 del 5 maggio un coro di voci femminili attraverserà l’Italia e l’Europa, mettendo al centro dell’attenzione la deportazione come esperienza politica e culturale centrale nella costruzione dell’identità del nostro paese.

Un progetto che si fonda sull’idea di Memoria come costruzione di luoghi dove lasciare tracce che suscitino interrogativi e intreccino esperienze: un agire umano e politico che renda protagonisti consapevoli del proprio tempo, per se stessi e per le generazioni future. Come afferma Elisabetta Ruffini, direttrice di Isrec Bg e Project Manager dell’iniziativa: “Riabitare i luoghi nella scia di Gianfranco Maris per dare eco alla deportazione politica ci porta a incontrarci nelle strade e piazze delle nostre città per ribadire insieme che la memoria è ricerca di forme che sappiano fare spazio al passato nel presente, con uno sguardo al futuro”.

A partire dalla biografia di Gianfranco Maris - antifascista, partigiano, ex deportato, avvocato e Senatore della Repubblica, fondatore della Fondazione Memoria della Deportazione, Presidente dell’Associazione Nazionale ex deportati nei campi nazisti (ANED) e Direttore Generale dal 2002 al 2013 dell’INSMLI - sono stati individuati diciannove luoghi di memoria capaci di evocare domande e interesse sul passato e voglia di prendersene cura: spazi pubblici come scuole e università, spazi simbolici come il muro del campo di Bolzano, le Fosse Ardeatine o il piazzale dell’appello di Mauthausen, luoghi che cercano di imporsi alla collettività come spazi di memoria, come la Casa Rossa di Alberobello o l’ex carcere Sant’Agata di Bergamo, luoghi della cultura come il Polo del’ 900 o il Museo Monumento al Deportato politico e razziale, il tribunale militare di Verona e tanti altri luoghi della nostra comunità.

Grazie alla rete attivata dalla Fondazione Memoria della Deportazione con il patrocinio di Aned - Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, Anpi - Comitato Provinciale di Milano, Istituto Nazionale Ferruccio Parri e la collaborazione di Isrec Bergamo - Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, diciannove attrici del Collettivo Progetto Antigone, presenti in 17 città italiane, a Mauthausen e a Parigi, daranno vita a un ricordo diffuso capace di far risuonare dentro il tessuto urbano la memoria della deportazione e della sua eredità. Epicentro dell’iniziativa è la città di Milano, città di nascita e di vita di Maris, da cui sarà dato il segnale d’inizio dell’evento. Ogni attrice leggerà un testo composto da un collage di parole di Maris (una parte comune e una specifica per il luogo in cui si svolgerà la lettura) intrecciate a quelle di altre testimoni della deportazione femminile: la deportazione è una storia d’Italia, ha i volti delle storie di tutti gli uomini e le donne che furono vittime della violenza nazista. È una tensione comune, che dal passato innerva il presente e immagina il futuro: «Una tensione che dura tutta una vita».


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