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Un nuovo inizio di padre in figlia con una ventata di energia nuova

A cavallo della pandemia, Italstand ha effettuato il passaggio generazionale dal padre Lorenzo alla figlia Eleonora

Sono trascorsi 40 anni dalla fondazione di Italstand, che progetta e realizza soluzioni personalizzate per l’esposizione di brand, prodotti e servizi, dagli stand fieristici agli showroom, dai temporary shop ai sistemi di arredo e allestimento per eventi, oltre a spazi commerciali ed espositivi, con l’obiettivo di valorizzare il lavoro dei propri clienti. L’azienda con sede a Chiuduno ha attraversato momenti di sviluppo ma anche situazioni più complicate come in occasione della pandemia.
Lorenzo Entradi ha fondato l’azienda nel 1983 insieme ad un socio, mentre la figlia Eleonora è entrata ufficialmente nel 2015: in pochi anni si è guadagnata la fiducia del padre e di tutti i suoi collaboratori, tanto che oggi ricopre il ruolo di general manager.
«Dopo la laurea in scienze naturali all’Università di Padova, ho fatto alcune esperienze fuori dall’impresa di famiglia, salvo poi decidere di dedicarmi completamente a Italstand. Il percorso di studi che ho intrapreso mi ha fornito il metodo scientifico su come affrontare l’attività quotidiana, oltre alla curiosità di apprendere il più possibile. Quando sono entrata in azienda, proprio per non passare come la “figlia del capo”, ho lavorato in tutti gli uffici, cercando di “rubare” ogni giorno i segreti del mestiere – confida la 37enne Eleonora Entradi -. Ho imparato tantissimo facendo la gavetta e partendo dal montaggio degli stand, avvitatore in mano, insieme agli altri operai».
In pochi anni ha mostrato il vero Dna imprenditoriale, convincendo suo padre Lorenzo a procedere con il passaggio generazionale, una fase particolarmente delicata per tutte le aziende.
«Quando stavo cercando la mia strada, sono stata chiamata in azienda. Doveva essere un periodo breve, in attesa che trovassi un altro impiego. Ma da allora ho saputo ritagliarmi il giusto spazio e non mi sono più mossa. L’esempio da seguire era principalmente mio padre e con lui ho ricostruito un rapporto che mancava da quando ero piccola: il valore del tempo trascorso insieme non ha prezzo».
Qual è l’ingrediente che la affascina maggiormente nel suo lavoro?
«La nostra è un’attività dalle mille sfaccettature, nella quale dobbiamo relazionarci con tante professionalità: architetti, designer, project manager, allestitori, grafici, falegnami, montatori, elettricisti, magazzinieri e autisti. Si parte sempre da un progetto per realizzare l’allestimento richiesto dalle aziende clienti».
Sono trascorsi quasi quattro anni dall’inizio della pandemia datata 2020 che, oltre a migliaia di morti, ha bloccato anche l’economia.
«E’ stato un periodo veramente difficile, nel quale abbiamo perso tanti dipendenti che per esigenze di bilancio familiare hanno deciso di indirizzarsi verso altri lavori. Tutti, me compresa, siamo rimasti in cassa integrazione per mesi e la luce in fondo al tunnel sembrava veramente lontana. Abbiamo stretto i denti e scommesso su tanti giovani collaboratori, mentre altri sono ritornati in azienda. Dopo il Covid abbiamo acquisito clienti molto importanti e il 2023 rappresenta il vero anno della ripartenza. Nel periodo più buio ci mancavano le fiere ed eravamo in astinenza da cantiere, ma fortunatamente siamo ripartiti e oggi siamo molto soddisfatti perché Italstand è in forte crescita e contiamo 34 dipendenti».
Dal planning delle fiere, appeso al muro dietro la scrivania, ci sono numerosi periodi nei quali si accavallano più manifestazioni contemporaneamente.
«Con le nostre aziende clienti siamo presenti in tutto il mondo, dalla Cina agli Usa, dal Brasile all’India, dall’Europa a Dubai. Una volta allestiti gli stand, dove l’imprevisto da gestire è sempre dietro l’angolo, consegniamo personalmente gli spazi finiti. Viviamo giorni di lavoro conditi da adrenalina pura, anche perché ci sono periodi veramente intensi, come in occasione del Salone del Mobile di Milano».
Lorenzo Entradi, padre di Eleonora, ricorda gli insegnamenti del suo socio e maestro, mentre ora ripone tutta la sua fiducia nella figlia.
«Ho sempre creduto fortemente in questo lavoro, tanto da lasciare un ottimo contratto con Procter & Gamble. Sarò per sempre grato al mio socio storico con cui ho iniziato l’attività a 23 anni. Nel 2015 è entrata mia figlia in Italstand, doveva rimanere poche settimane e invece ha imparato talmente bene il mio lavoro che oggi ha preso in mano l’azienda. Eleonora è riuscita a carpire tutti i segreti portando avanti uno scambio di competenze: ha guardato il mio esempio, ma confesso che anche io ho imparato moltissimo da lei. L’azienda sta andando molto bene, tanto che quest’anno abbiamo raggiunto i sei milioni di fatturato con una quota importante derivante dalle manifestazioni all’estero».

Allestimenti sempre più innovativi e green

La sostenibilità è uno dei fattori chiave sui quali tutte le imprese stanno puntando e anche le aziende clienti che chiedono a Italstand di dare corpo con allestimenti e stand alla propria immagine, vogliono soluzioni capaci di ridurre l’impatto sull’ambiente, ma conservando l’effetto coinvolgente e suggestivo di sempre. Si sta dunque alzando l’asticella della competenza richiesta in questo lavoro e della qualità dei risultato da ottenere. Ecco quindi che è diventata fondamentale la ricerca e la conoscenza dei materiali e della logistica. Per gli allestimenti fieristici vengo no scelti materiali meno impattanti, con la possibilità di riciclare i mate riali secondo i principi dell’economia circolare. Tutti i materiali utilizzati per gli allestimenti hanno, per motivi di forza maggiore, un ciclo di vita di pochi giorni. «Stiamo al passo con i tempi per soddisfare tutte le richieste dei no stri clienti e privilegiamo i rapporti con coloro che hanno i nostri stessi valori – fa presente Eleonora Entradi -. Il nostro settore ha conosciuto ne gli ultimi tempi nuovi materiali, nuove tecniche e tante professionalità specializzate. Bisogna peraltro tener presente che per ogni commessa ci troviamo a dover realizzare, partendo dal progetto sulla carta, strutture anche complesse che necessitano di certificazioni statiche da parte di ingegneri con annessi impianti elettri ci e tutto quello che serve per affiancare le aziende in fiera. Per rendere meglio l’idea, abbiamo davanti una decina di giorni di lavoro per realizzare strutture che vengono utilizza te per meno di una settimana prima di essere smontate – conclude Eleonora Entradi –. Dopo la progettazione e la predisposizione di tutti i pezzi necessari al montaggio dello stand, arriva la parte di assemblaggio in cantiere, dove interveniamo con montatori interni o di imprese fide lizzate. Infine, anche la consegna, viene effettuata direttamente da noi, che ci rechiamo sul luogo del cantiere»

Capitale umano al centro

Il welfare rappresenta sempre di più una priorità nelle politiche aziendali. L’esempio arriva dal progetto di crescita portato avanti da Italstand, che guarda alla redditività, come mezzo per creare abbondanza da utilizzare senz’altro per nuovi investimenti, ma soprattutto indirizzato verso un’equa redistribuzione nei confronti dei collaboratori.
«L’ambiente di lavoro deve innanzitutto essere amichevole e pervaso da un clima di serenità – evidenzia Eleonora Entradi -. Per andare d’accordo tutto parte dal rispetto reciproco. Partendo dal presupposto che abbiamo più di 30 persone in organico, alla base c’è l’assenza di discriminazioni di genere, dal sesso alle diverse nazionalità presenti in azienda. L’obiettivo è ricreare l’ambiente di casa, in modo da affrontare al meglio la giornata lavorativa e i picchi di stress che sono inevitabili come in tutti i lavori. Molti dei nostri dipendenti gestiscono in autonomia il loro reparto e la positività è in grado di espandersi in tutta l’azienda grazie al principio dei vasi comunicanti. Siamo in crescita e alla ricerca di nuove figure da inserire con diverse mansioni, anche per portare avanti un ricambio generazionale con il passaggio di competenze tra collaboratori più anziani e ragazzi giovani provenienti anche dagli istituti tecnici. Il lavoro che offriamo è altamente specializzante: gli ingredienti fondamentali sono la curiosità e la voglia di imparare il mestiere, per poi proseguire con passione ed esperienza».
Dalla musica in reparto al riconoscimento di premi aziendali, l’azienda punta a crescere insieme a tutte le persone in organico.
«Il nostro lavoro è un mondo fatto di persone, valori, relazioni, conoscenza, creatività e progresso – prosegue Eleonora Entradi -. Crediamo in un modo di fare impresa in grado di generare benessere sociale, economico, culturale e spirituale: lo facciamo per noi, per i nostri clienti, per i nostri fornitori, per le nostre famiglie e in generale per tutta la collettività. La relazione umana è importantissima e ci mancava come l’aria a causa della pandemia. Lo tocchiamo con mano ogni giorno in azienda, così come durante gli eventi fieristici, dove la gente e gli operatori si incontrano e abbracciano nei corridoi e tra gli stand, accompagnando le giornate con aperitivi e appuntamenti conviviali – conclude Eleonora Entradi -. La nostra mission consiste nel valorizzare i clienti attraverso il nostro lavoro, avvalendoci del contributo, dell’esperienza, delle competenze e dell’entusiasmo di ciascun collaboratore e creando con tutti i nostri interlocutori relazioni di onestà, fiducia e rispetto».

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