La pace numero 39 e i conti sbagliati della guerra
MONDO. Tra nucleare e Stretto di Hormuz, resta da capire quali siano i reali termini dell’accordo.
MONDO. Tra nucleare e Stretto di Hormuz, resta da capire quali siano i reali termini dell’accordo.
In Iraq solo ad agosto sono state uccise 81 persone. Un numero enorme, che non ha trovato spazio nei grandi media, gli stessi che nel 2003 trasmisero in diretta all’ora di cena i bombardamenti su Bagdad, come se fossero video games, e nel 2006 l’impiccagione di Saddam Hussein, con la botola che si apriva e l’ultimo rantolo del dittatore. Una paurosa regressione del grado di civiltà dell’informazi…
Lo si capiva leggendo di episodi inquietanti sui giornali delle ultime settimane. Ma ora c’è una conferma ufficiale. Esiste il rischio concreto che in vista delle elezioni europee in programma a maggio possano aumentare gli episodi di intolleranza nei confronti degli stranieri. L’allarme non arriva da un’inchiesta giornalistica o da un istituto di sondaggi, ma nientedimeno che dai servizi segreti…
Non si ferma neppure a Natale. La diplomazia di Papa Francesco lavora a pieno ritmo per contrastare il rullo compressore delle identità e dei settarismi e richiamare al contrario la solidarietà e la collaborazione attiva tra gli uomini che hanno a cuore le diversità che stanno sotto il cielo e il pluralismo delle loro rappresentanze etniche, religiose e politiche. È questo il significato della vi…
Sarebbe un pericoloso errore ritenere che con la perdita di Mosul, la caduta ormai imminente di Raqqa e la (per ora non verificata) ammissione da parte di una fonte dell’organizzazione che il Califfo Al Baghdadi è davvero morto sotto il bombardamento russo del 28 maggio significhi l’inizio della fine dell’Isis. È vero che ha perduto tre quarti del territorio che formava il suo Stato, ma sopravviv…
Appartiene alle forze armate canadesi: è successo in Iraq
Se davvero il 28 maggio, tra le 12.25 e le 12.35, due squadriglie di Sukhoi russi fossero riusciti a uccidere, in un solo colpo, il Califfo Al Baghdadi, 30 suoi luogotenenti e 300 combattenti dell’Isis si tratterebbe di un successo quasi senza precedenti per Putin. In un solo colpo, egli avrebbe dimostrato al mondo occidentale, che lo ha sempre accusato di essere intervenuto in Siria solo per sos…
Mosul sta per cadere, il Califfo al Baghdadi e i suoi più stretti collaboratori sarebbero già fuggiti in direzione della Siria, ma anche l’altra «capitale» dello Stato islamico, Raqqa, è virtualmente sotto assedio e potrebbe essere conquistata nel giro di poche settimane: oltre ai curdi siriani, ai ribelli sunniti protetti dalla Turchia e alla Turchia stessa, che infischiandosene dei veti di Assa…
La decisione del Pentagono – tuttora soggetta all’approvazione di Obama – di fornire direttamente armi e munizioni ai Curdi siriani in vista della prossima offensiva contro la capitale dell’Isis Raqqa potrebbe avere effetti sconvolgenti su tutta la regione mediorientale. Essa rappresenta infatti una specie di riconoscimento della cosiddetta Repubblica di Rojava, la fetta di territorio nel Nord-Es…
La commissione presieduta da John Chilcot lascia agli storici un netto atto d’accusa nei confronti dell’ex premier britannico Tony Blair: «L’invasione dell’Iraq nel 2003 fu decisa in modo affrettato. C’erano altre opzioni pacifiche, perché non esistevano minacce imminenti da parte di Saddam Hussein».
Il Celim Bergamo sostiene il progetto Focsiv (Federazione nazionale delle Ong d’ispirazione cristiana) per portare sollievo agli innumerevoli sfollati e rifugiati del Kurdistan iracheno, in particolare a quelle in condizioni di maggiore fragilità come anziani, ammalati, donne e bambini.
di Giorgio Gandola Il video di Isis potrebbe essere falso». Vale a dire costruito a tavolino «dagli americani per giustificare i bombardamenti in Iraq davanti all’opinione pubblica«. Così parlò attraverso Twitter il consigliere regionale del Piemonte, Davide Bono, eletto con il Movimento Cinque stelle.
Via libera dal parlamento italiano per l’invio di armi e materiale strategico al governo iracheno. Lo ha annunciato Gregorio Fontana, deputato bergamasco di Forza Italia: «L’avanzata dell’Isis va fermata».
di Giorgio Gandola I prigionieri cristiani hanno quattro possibilità di convertirsi: due volte viene chiesto loro educatamente, la terza dopo dieci frustate con un cinturino di pelle. Alla quarta richiesta, il rifiuto significa morte per impiccagione.
Vicini ai cristiani perseguitati nel mondo, e in particolare in Iraq, con la preghiera e con un aiuto concreto. È questo il senso dell’iniziativa indetta dalla Conferenza episcopale italiana per domani, 15 agosto, solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.
«È l’ora di fermarsi! Fermatevi, per favore!». Papa Francesco disarmato di parole guarda negli occhi dalla sua finestra di piazza San Pietro chi oggi continua a combattersi in Medioriente, in Iraq, in Ucraina. Chiede di tener conto delle «lezioni della storia».