Lunedì 30 Giugno 2014

Un vinile? No, una t-shirt
tra musica e «Fastdesign»

grafica delle magliette t-shirt Fastdesign di Marco Quistini e Fabio Damiani
(Foto by Fabiana Tinaglia)

Sono creativi, appassionati, istintivi e giocherelloni quanto basta, e con tante-troppe idee che invadono di colore lo Studio Pang, spazio a Ponte San Pietro dove Marco Quistini e Fabio Damiani si sono inventati, tra un progetto web, un concorso di design e un lavoro di architettura, anche una linea di magliette.

Il brand si chiama Fastdesign, e sono t-shirt uomo e donna in bianco e nero ma anche dai toni sgargianti, con grafiche originali e frasi d’effetto. L’idea, di circa un anno fa, è venuta ai due ragazzi, entrambi trentenni, con la collaborazione di un altro giovane architetto, Stefano Tacchinardi.

«Tutto nasce dalla passione per la musica e per i giochi di parole - spiega Fabio -. Abbiamo iniziato a scarabocchiare, scrivere, sviluppando grafiche e finendo per dare vita a una vera e propria collezione con una quindicina di grafiche tutte diverse». E con un packaging alternativo: «Il circuito commerciale in cui siamo entrati per la distribuzione è quello musicale: abbiamo infatti avviato da poco una collaborazione per essere con Fastdesign in una 90ina di negozi di musica di tutta Italia. Nella Bergamasca siamo per il momento al West Point Records di Almè». Da qui la scelta di una confezione a forma di vinile, ma non solo: «Il vinile è per la versione venduta on line, su fastdesignshop.com, ma anche etsy.com oppure designbyhumans.com/shop/fabiodamiani e presto su lovli.it - continua Fabio -. Per la vendita nei negozi abbiamo scelto una versione nel sacchetto del pane, con l’aggiunta di una monetina da 1 centesimo. Le t-shirt sono in vendita a 14,99 euro: così il resto è già pronto».

T-shirt ironiche che giocano con le parole e con il mondo della musica. In maniera immediata, quasi come in un gioco di improvvisazione, e con una buona dose di grafica d’autore. Per una comunicazione diretta, giovane, e sarcastica al punto giusto. Insomma, decisamente all’insegna del «fastdesign».

Fabiana Tinaglia

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