Bar e ristoranti: il lockdown preoccupa «Più rischi negli spazi senza controllo»
Nei locali in centro aperitivo seduti e distanziati (Foto by Colleoni)

Bar e ristoranti: il lockdown preoccupa
«Più rischi negli spazi senza controllo»

Le zone rosse dell’aggregazione più selvaggia lontane dai bar: la movida nei locali in centro a Bergamo è piuttosto popolata ma distanziata. I gestori: salute prima di tutto, ma le spese restano. Noi preoccupati per i posti di lavoro.

La movida s’è seduta al tavolino, rispettosamente ordinata. Popolata, ma distanziata. Prudente, comunque non cupa. Il sabato del centro città all’ora dell’aperitivo restituisce la fotografia di una Bergamo frequentata, dove il timore per i contagi scorre carsico ma comunque deciso, e tendenzialmente rigorosa nell’osservare le regole. Nei locali più che nelle «zone rosse» dell’aggregazione più selvaggia.

Ore 18 di sabato 17 ottobre, Propilei di Porta Nuova. Scenario en plein air, ben diverso da dehors e tavolini che devono confrontarsi con la chiusura anticipata: sui gradoni, un gruppone di una ventina di ragazzini e ragazzine – indicativamente tra i 15 e i 18 anni, le mascherine abbassate, le distanze ravvicinatissime – è accalcato a ballare, con la musica alta e gli sguardi attoniti dei passanti, nello spazio tra la porta dell’ufficio della Polizia locale e la biglietteria del Donizetti. Un’oretta più tardi quell’assembramento non ci sarà più, ma il colpo d’occhio rimane eloquente, se contrapposto alla sostanziale tranquillità dei locali.

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