Bergamo, sui banchi del consiglio  Assenze oltre 30%, in tre a rischio decadenza

Bergamo, sui banchi del consiglio
Assenze oltre 30%, in tre a rischio decadenza

La tradizionale classifica realizzata dal consigliere Simone Paganoni. Nessuna assenza per Fracassi (Lista Gori) e Andrea Tremaglia (Fratelli d’Italia). Tre oltre il 30% di assenze D’Aloia e Tognon e Gallone.

All’appello del Consiglio comunale sono risultati assenti ingiustificati e quindi, secondo il regolamento di Palazzo Frizzoni, a rischio decadenza. Parliamo di Alessandra Gallone e Tommaso D’Aloia (consiglieri di Forza Italia) e Paola Tognon (Pd) con oltre il 30% delle assenze consentite nel corso dell’anno (rispettivamente 41,53%, 45,16% e 38,7%). A bacchettare i colleghi è Simone Paganoni, consigliere di Patto civico (al suo ultimo mandato e alla 28 a edizione del dossier sulla produttività dell’aula) che porterà la questione assenteismo in conferenza capigruppo. Alla presidente del Consiglio Marzia Marchesi spetta l’avvio del procedimento per la decadenza. Ma fosse stato per lei, tutto si sarebbe chiuso a dicembre: «Ho contattato i consiglieri, hanno portato giustificazioni che ho ritenuto valide, impedimenti non insuperabili ma effettivi – spiega Marchesi -. Ma visto la segnalazione di Paganoni, porteremo un ordine del giorno in conferenza capigruppo». «Tutti questi casi insieme non si sono mai verificati negli ultimi 20 anni, io li manderei a casa tutti – polemizza il consigliere -. La maggioranza non vuole affrontare la questione perché coinvolge anche una consigliere del Pd, quindi se si mandano a casa i consiglieri di Forza Italia, vale anche per lei. C’è chi è diventato deputato o ha impegni professionali, ma si poteva dimettere».

Contattati i diretti interessati, Tommaso D’Aloia e Paola Tognon rispondono con un «no comment». Difende il suo operato Alessandra Gallone, consigliere e senatrice di Forza Italia: «Ho documentato ogni voce di assenza, non ero certo dal parrucchiere ma impegnata in incontri istituzionali – ribatte Gallone, eletta al Senato a marzo 2018 -. Quando, per la mia attività parlamentare, mi è capitato di sacrificare quella locale, l’ho sempre fatto in virtù del lavoro sul territorio. Con il mio ruolo da senatrice cerco di affrontare i problemi portando dei benefici alla città». Caso a parte Stefano Benigni che, secondo i conteggi di Simone Paganoni risulta aver accumulato il 38,7% di assenze. Ma la presidente Marchesi chiarisce: «Le assenze sono riferite a dicembre, ma il consigliere ha inviato una comunicazione per giustificarle, quindi per noi non sono da conteggiare. Ma visto che Paganoni sollecita, porteremo il caso in conferenza capigruppo». «A dicembre non ho potuto esserci perché ero a Roma per le commissioni bilancio, quindi ho dato previa comunicazione agli uffici – si difende Stefano Benigni -. È bene che Paganoni si informi, rischia di fare brutte figure».


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